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Attualità sabato 20 giugno 2020 ore 13:10

Stregati dalle sedie in una città che ama la sosta

Nel centro ed in periferia è scontro tra residenti e commercianti ma i tavolini rischiano di piacere e si pone il dilemma su cosa accadrà a Settembre



FIRENZE — Hanno cambiato l'immagine di alcune strade e rischiano di piacere le sedie ed i tavolini che però sottraggono posti auto e c'è chi ribolle di rabbia, soprattutto in centro storico.

Sono tante le domande arrivate a Palazzo Vecchio per occupare gratuitamente il suolo pubblico con sedie e tavolini, commercianti ed artigiani partiti con molti dubbi si sono ricreduti osservando i vicini allestire siepi ed ombrelloni e adesso il problema è un altro: valutare l'investimento che potrebbe risolversi in pochi mesi. Che fare a Settembre? Quando scadrà la concessione gratuita prevista come agevolazione per l'epidemia di Covid 19.

Nonostante il favore crescente, sedie e tavolini in strada continuano però  a dividere la città dove i residenti sono molto legati ai loro posti auto e moto. 

In centro storico è ancora scontro aperto perché la presenza dei tavolini è associata al fenomeno turistico ed i residenti che adesso soffrono soprattutto per la perdita di posti auto, temono che l'allestimento possa diventare stabile ed attrarre futuri avventori. Il passaggio non manca e lo stanziamento fa paura.

Fuori dalle mura dove il passaggio non c'è più, a far storcere il naso è soprattutto la perdita di posti auto e moto, le alternative per la sosta però sono maggiori ed i tavolini sono un presidio urbano che non dispiace, anzi. Qualche commerciante è però combattuto perché non vorrebbe mettersi contro il vicinato, ed i propri clienti, sottraendo spazio ad automobilisti e scooteristi.

Nelle piccole località, così come nei paesi e nei borghi, vedere tavolini e sedie è normale e persino caratteristico perché recupera una tradizione popolare di vicinato che non è andata perduta. A fare la differenza è la densità abitativa che lascia spazio a tutti. Una rivoluzione della mobilità con l'abbandono del mezzo privato a favore di biciclette, monopattini o mezzi pubblici potrebbe fare la differenza. Firenze è pronta?



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