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mercoledì 20 novembre 2019

Attualità venerdì 24 maggio 2019 ore 16:40

I segreti di Mobike, ecco perché sta funzionando

Il bike sharing a flusso libero registra il 95% di soddisfazione da parte degli utenti fiorentini, ma poteva essere un flop per gli atti vandalici



FIRENZE — Il capoluogo toscano è stato la prima città fuori dalla Cina a provare il servizio Mobike ed oggi il noleggio a flusso libero registra migliaia di utenti nuovi ogni mese. Giacomo Minucciani, regional manager e Davide Lazzari, responsabile espansione Mobike in Italia, raccontano a Qui News Firenze i segreti del successo del bike sharing che poteva essere un flop a causa degli atti vandalici e di una cattiva risposta da parte degli utenti.

"La nostra forza è la struttura organizzativa che opera sulla città ed è coordinata da una donna, una city manager che si occupa di programmare interventi e manutenzioni" spiegano Minucciani e Lazzari. "L'alto numero di noleggi quotidiani comporta una grande usura dei mezzi, che comunque sono progettati per durare più delle normali biciclette, basta vedere la struttura delle ruote - proseguono - ma la differenza la fanno i manutentori che si trovano all'interno di un magazzino fuori Firenze".

Ci sono competitori che hanno gettato la spugna a causa degli atti vandalici "Il danneggiamento del mezzo, nel caso di biciclette, è parte del business azxiendale, devi metterlo in conto. L'importante è lavorare sul territorio, essere presenti per il recupero e la riparazione dei mezzi così da creare nei cittadini una buona percezione del servizio. Se non intervenissimo prontamente per il recupero dei mezzi che ci vengono segnalati, provocheremmo un degrado a cascata".

Come si tiene sotto controllo la città? "Abbiamo tre autisti che girano in città 6 giorni a settimana e recuperano le biciclette che vengono segnalate dagli utenti e geolocalizzate sugli smartphone e sui dispositivi in dotazione al personale. Fanno anche altro però, garantiscono la presenza dei mezzi nei luoghi strategici come Santa Maria Novella, Campo di Marte e Rifredi, le tre stazioni ferroviarie più attive. Poi vengono le piazze maggiori come piazza della Repubblica 

Perché funziona il bike sharing? "Abbiamo raggiunto proprio in queste ore i 10 milioni di noleggi in Italia. Il servizio è diventato essenziale. Registrare così tanti noleggi in un anno e mezzo significa che le città avevano bisogno di questo mezzo di trasporto ed il nostro auspicio è che il servizio possa integrarsi con gli altri vettori del trasporto locale in modo da creare dei pass integrati tra ferro - gomma e bike sharing. Puntiamo soprattutto a lavorare all'interno dei parcheggi scambiatori". 

I pass sono arrivati dopo le tariffe promozionali, puntate ai soli abbonamenti? "Una azienda che fornisce trasporto pubblico deve puntare sulla fidelizzazione ed ecco il perché dei pass annuali che con poco più di 4 euro al mese consentono di fare qualsiasi tipo di noleggio e superare persino i confini territoriali se si va in un Comune che ha lo stesso servizio".

Qual è il target Mobike? "Soprattutto la popolazione universitaria, un ampia fetta di pubblico che risparmia sul trasporto e si muove molto è quella dai 28-29 ai 50-55 anni che usa la bicicletta per il percorso casa - lavoro. Registriamo però un aumento nell'uso notturno delle biciclette, soprattutto nel week end. Durante il prossimo Firenze Rocks contiamo di fare un record proponendo il bike sharing come alternativa alla'auto e forti dei dati che vedono il numero degli incidenti stradali molto basso rispetto alla quantità di noleggi".

Perché è stato eliminato il sistema premiante che assegnava punti ai più bravi? "Perché fortunatamente si è creato un bel clima e gli utenti segnalano a prescindere le biciclette danneggiate o vandalizzate. Le mobike sono entrate nelle stories di Instagram e chi le noleggia le tratta sempre più come fossero proprie. Siamo stati bravi? Forse sono stati bravi i fiorentini".



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