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Attualità domenica 28 ottobre 2018 ore 14:44

"Santa Maria Novella... dello stento"

Dura lettera del sindacato Fast riguardo le modifiche alla viabilità, messe in atto dall'amministrazione comunale, in zona Piazza dell'Unità d'Italia



FIRENZE — La segrereria provinciale di Firenze del sindacato Fast Lavoratori Mobilità ha scritto una lettera pubblica indirizzata all'assessore regionale alla mobilità Vincenzo Ceccarelli, alla Città metropolitana di Firenze, al Prefetto Laura Lega, all'assessore Stefano Giorgetti, ad Ataf e alla municipale per criticare le modifiche alla viabilità in zona Piazza dell'Unità d'Italia. Questo il testo della lettera:

"Santa Maria... Novella 'dello Stento'  

A proposito delle modifiche alla viabilità - messe in atto dall'Amministrazione Comunale in zona Piazza dell'Unità d'Italia - che coinvolgono la linea 22 in direzione del capolinea di Santa Maria Maggiore e viceversa, ci limitiamo a fare alcune considerazioni che bisognerebbe avere il coraggio di affrontare anche in modo unitario. 

La pavimentazione messa in posa in zona Palazzo della Moda - angolo piazza dell'Unità/via Panzani/Via degli Avelli - è palesemente per uso pedonale come è stato confermato anche dalla sua frettolosa “deturpazione” (con dei pali piazzati velocemente e in notturna) per tentare di delimitare la zona pedonale dalla zona veicolare. Tale pavimentazione, quindi, è assolutamente non adatta al transito di mezzi pesanti ma sulla quale potrebbero transitare - al massimo - le linee C2 e C4, esercitate con tipologie di bus assai più leggeri. 

Le strisce di delimitazione delle corsie sono evidentemente sbagliate - nelle misure e nel disegno - vista la palese difficoltà che un bus di 12 metri riscontra al suo passaggio in zona, andando ad oltrepassare la linea di mezzeria ed invadendo la corsia opposta con tutti i relativi rischi che ne derivano

Il taglio del marciapiede – effettuato con un flessibile - sul raggio interno della curva, come riporta il ‘Corriere Fiorentino’ del 25/10/2018, conferma il modo con cui si tenti di porre rimedio a questi pasticci con risultati che comunque non risolvono il problema. Nonostante la tanto decantata programmazione di marzo 2018, siamo - purtroppo - di fronte all’ennesimo episodio di improvvisazione di questa Amministrazione Comunale per cui, a subirne le conseguenze, oltre ai cittadini, sono gli autisti di ATAF. 

Questa Segreteria concorda con la proposta della Rsu ATAF Gestioni srl la quale propone di spostare la linea 22 dall’attuale percorso, sul percorso di Viale Fratelli Rosselli/Piazza Indipendenza/Via Nazionale, in modo tale da evitare sia Via Jacopo da Diacceto, a volte congestionata al limite della sopportazione umana, sia la strozzatura di Piazza dell’Unità. 

Proponiamo, inoltre, di spostare la linea 14, dall'attuale capolinea di Largo Alinari, in Via de’ Vecchietti, con il seguente itinerario: Via Nazionale - al semaforo a sinistra Via Panzani, Via dei Rondinelli, Via degli Agli, Via dei Pecori, Via de’ Vecchietti da dove ripartirà - direzione Ripa/Girone - senza transitare all'interno di Piazza dell'Unità come invece pare debba fare dalle prossime progettazioni comunali.

Integriamo, inoltre, un ultimo suggerimento inerente alle linee 6 - 11 - 12 - 17 e 23: transito in senso orario in Piazza dell’Unità per poi instradarsi sulla direttrice ‘Stazione Scalette’ senza però trovarsi ad un semaforo che andrà obbligatoriamente spostato, anch’esso sintomo della mancata programmazione di cui sopra. 

Un ulteriore dubbio, sempre a proposito di “programmazione” fatta, da fare e da rifare, ci sorge: quando sarà in pieno esercizio la linea 2 della tramvia, con relativo capolinea in Piazza dell'Unità, dov'è che scenderanno i passeggeri? 

Infatti non ci risulta essere stata posizionata una banchina capiente atta a ricevere il flusso di persone che inevitabilmente si genererà e quindi, molto probabilmente, ce le ritroveremo in mezzo alla strada mentre noi, vituperati autisti, faremo del nostro meglio per evitare il peggio alla moltitudine di persone che scenderanno e saliranno dai marciapiedi senza porre la minima attenzione a quello che stanno facendo. 

Ci domandiamo, quindi, se questa criticità è stata prevista ed affrontata oppure se dovremo aspettare l'ultimo minuto o il primo sinistro per porvi rimedio?".



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