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Attualità giovedì 15 aprile 2021 ore 09:28

"Ricordiamo Gino Susini al Teatro dell'Oriuolo"

Susini interpreta la maschera fiorentina Stenterello

Lo chiede Antonio Susini, direttore del Teatro Reims, nella lettera aperta al sindaco Dario Nardella, in merito al recupero del Teatro dell'Oriuolo



FIRENZE — La demolizione del Teatro dell’Oriuolo per il recupero urbanistico dell'area a due passi dal Duomo con la realizzazione di un nuovo giardino ha suscitato grande interesse da parte dei fiorentini ma anche una reazione da parte di un uomo di teatro, il direttore del Teatro Reims, Antonio Susini.

Susini ha scritto una lettera aperta al sindaco, Dario Nardella nella quale conclude "Sarebbe un giusto riconoscimento che nella nuova struttura, che spero sia inaugurata il prima possibile, rimanesse un ricordo del mio babbo, Gino Susini, come segno di riconoscenza del lavoro svolto negli anni" 

La lettera di Susini inizia così "Da fiorentino sono contento che, dopo 28 anni di totale abbandono e progetti mai andati a buon fine, l’amministrazione proprietaria dell’immobile, abbia trovato la forza di mettere mano alla situazione. Quale figlio “naturale” di quella realtà sento il bisogno di portare il mio contributo al dibattito che un intervento così radicale ha scaturito, rimarcando il fatto che “quel luogo”, fatiscente e frutto di un urbanistica un po' posticcia, tipica dell’immediato dopoguerra, è stato protagonista di gloriose stagioni del Teatro Fiorentino ed Italiano, delle quali la mia famiglia è stata parte integrante".

E prosegue "I ricordi sono lontani ma l’esperienza di quegli anni (si parla di 30 anni di spettacoli e produzioni teatrali circa), è ancora forte e viva nelle persone (allievi–attori–tecnici) che quel periodo lo hanno anche solo in parte vissuto, tanto da donare loro un vigore teatrale, di cui ancora oggi la nostra città ne gode i frutti. Questo rigoglioso momento artistico fiorentino è caduto troppe volte nell’oblio, come a voler dimenticare la realtà del Teatro che viveva in via dell’Oriolo. Forse questa è veramente l’ultima occasione per far si che Firenze non sia matrigna con mio padre Gino Susini che da vero fiorentino, credendo nella sua città, nel suo teatro e nella sua famiglia è rimasto fedele a Firenze con il suo impegno di attore, insegnante, regista e capocomico teatrale".

Per concludere poi "Sarebbe quindi un giusto riconoscimento che nella nuova struttura, che spero sia inaugurata il prima possibile, rimanesse un ricordo del mio babbo, come segno di riconoscenza del lavoro svolto negli anni".

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