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Attualità venerdì 26 giugno 2020 ore 13:43

Presidio degli studenti per riaprire l'Università

Decine di studenti davanti al rettorato a Firenze per chiedere che le aule siano riaperte. Proteste anche a Pisa durante il cda dell’Università



FIRENZE — Hanno organizzato un presidio davanti al Rettorato di piazza San Marco gli Studenti in Lotta per il Diritto allo Studio di Firenze perché "Dopo l'emergenza sanitaria, che ci ha costretto a stare chiusi in casa per circa tre mesi, ci siamo ritrovati da un giorno all’altro con l’Università chiusa e l’incertezza che regna sovrana". 

Un’altra protesta si è svolta anche a Pisa, altra città universitaria toscana, dove si sono radunati gli studenti davanti al rettorato, mentre era in corso il cda del rettorato.

Nell'elenco delle criticità sollevate da parte degli studenti i costi universitari rapportati ai servizi degli ultimi mesi con il dito puntato sulla didattica a distanza che "ha aumentato le differenze sociali" ad iniziare dal possesso degli strumenti tecnologici e di una connessione adeguata a supportare l'apprendimento digitale.

"Mentre il Magnifico Rettore Luigi Dei faceva proclami dal suo ufficio per la chiusura delle strutture e mandava mail di “incoraggiamento”, vantandosi del grande sforzo collettivo di tutta la comunità universitaria fiorentina, nella pratica nulla è stato fatto per venire incontro alle esigenze degli studenti. Ma a quale “grande sforzo collettivo” si riferisce il Magnifico Rettore? Parla forse della didattica a distanza, tanto acclamata e applaudita? Non ci vengano a dire questi signori che una registrazione audio o un video di 15 minuti con slides commentate possa sostituire una lezione frontale. L'università di Firenze ha inoltre provveduto a ignorare sistematicamente le critiche avanzate da centinaia di studenti durante i mesi di lockdown e fatte presenti al rettorato: in cui si chiedeva che venisse garantito il diritto allo studio, tramite l'accesso gratuito ai manuali di testo online, l’adozione delle misure necessarie a rendere possibile dare gli esami in sede, oltre che a denunciare le gravi problematiche che aveva la componente studentesca a pagare la seconda rata universitaria. Nessuno ha tenuto conto delle differenze economiche e sociali che attraversano il mondo dell’università, dove negli anni le disuguaglianze si sono acuite e la selezione di classe è diventata sempre più spietata: il messaggio che ci appare tutte le volte che prenotiamo un esame, “avere una buona connessione è una tua responsabilità”, sembra riassumere decenni di riforme che hanno inaugurato un processo di esclusione delle classi meno agiate dall’istruzione universitaria, facendo diventare lo studio non un diritto per tutti e tutte ma un privilegio per pochi. Mentre tutto è ormai riaperto l’università continua a restare chiusa, con il rischio che lo resti anche il prossimo semestre. Sessioni di laurea ed esami continuano ad essere svolti online, con una regolamentazione folle che non tiene conto dei problemi: non tutti abbiamo la fortuna di avere un’ottima connessione, uno spazio sufficiente in casa, un PC tutto per noi, viviamo in case dello studente fatiscenti, senza connessione Wi-Fi, in stanze condivise con altri o con genitori in smart-working. Nonostante il servizio offerto dall'Ateneo sia stato del tutto carente, si è preteso che gli studenti versassero per intero la rata primaverile, solamente prorogata ai primi di Giugno. Non si può pensare di richiedere rate in un contesto in cui gli studenti non possono usufruire completamente del proprio diritto allo studio, in cui non possono accedere a spazi ed attività fondamentali per la didattica. Le proroghe delle scadenze non bastano se i soldi non ci sono!".

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