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Attualità giovedì 18 giugno 2020 ore 09:25

Piazza Fedora Barbieri al Maggio fiorentino

La mezzosoprano, triestina di nascita ma fiorentina di adozione, è stata una delle voci più importanti della lirica italiana



FIRENZE — Firenze ha celebrato il centenario della nascita della mezzosoprano Fedora Barbieri Barlozzetti intitolandole una piazza proprio di fronte al nuovo Teatro del Maggio musicale fiorentino.

L'attività di Fedora Barbieri Barlozzetti è stata riconosciuta dalle istituzioni come con la nomina a Commendatore dell'ordine al merito della Repubblica nel 1959 e quella di Cavaliere di gran croce nel 2000.

Una carriera durata sei decenni, la sua, più di un centinaio di ruoli affrontati, da Monteverdi a partiture nuove di Pizzetti e Luciano Chailly, diretta da musicisti del calibro di Furtwängler, de Sabata, Abbado. Con il Comunale di Firenze a segnare l’alfa e l’omega del suo destino: a partire dal debutto nel “Matrimonio segreto” di Cimarosa il 4 novembre 1940, fino all’addio alle scene, come Mamma Lucia della “Cavalleria rusticana”, il 3 novembre 2000, tre anni prima della morte.

Nata a Trieste il 4 Giugno 1920 fu allieva, dal punto di vista musicale, di Luigi Toffolo, triestino, musicologo,direttore d'orchestra e grande intellettuale e per la recitazione di Giulia Tess completando la complessa formazione di artista del melodramma o teatro lirico. Dal 1939, quando la barbieri vinse il concorso al Centro d'avviamento al teatro lirico (organizzato con i più importanti protagonisti del melodramma di allora come docenti) al 3 marzo 2003, giorno della morte, ha avuto la residenza a Firenze, avendo sposato nel 1943 Luigi Barlozzetti direttore amministrativo del Teatro comunale. Era un mezzosoprano e la qualità della sua voce è stata considerata tra le più belle del XX secolo. La sua straordinaria carriera iniziò, appunto, con il debutto al Comunale nella parte di Fidalma nel "Matrimonio segreto" di Cimarosa il 4 novembre 1940 cui seguì, il giorno seguente, quella di Azucena nel Trovatore. Fu impegnata subito anche nelle tournée che il Comunale, dal 1941 al 1943, riuscì a organizzare in tutta l'Europa, nel primo anno come Fidalma ma già l'anno seguente fu protagonista, in una sorta di prima "Renaissance" rossiniana, nella Cenerentola. Alla Scala debuttò a 21 anni, cantando nella IX di Beethoven diretta da Victor De Sabata. 

Al museo teatrale di Trieste, dove, tra l'altro si conserva l'archivio di Giorgio Strehler, vi è un fondo Barbieri insieme ai costumi e ai gioielli di scena. Poste italiane emetteranno un francobollo commemorativo nel Novembre in coincidenza con l'ottantesimo del debutto a Firenze.


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