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domenica 15 dicembre 2019

Attualità venerdì 06 settembre 2019 ore 17:28

All'Orto Botanico spunta un capodoglio in tetrapak

Una installazione in plastica, realizzato con 2.220 cartoni usati di tetrapak, per lanciare l’allarme sull'ambiente marino minacciato dall'uomo



FIRENZE — Nell’Orto Botanico di Firenze è stato presentato un testimonial d’eccezione contro l’inquinamento da plastica nei mari. E’ Il Capodoglio Giovanni, un’installazione artistica che riproduce a grandezza naturale il cetaceo. Firmato da Edoardo Malagigi, è stato realizzato con 2.220 cartoni usati di tetrapak.

Ad illustrare l'iniziativa sono stati il rettore Luigi Dei, il presidente del Sistema Museale di Ateneo Marco Benvenuti, il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, Maurizio Giani, amministratore delegato di Hera Ambiente Servizi industriali, Franco Bagnoli, delegato per la sostenibilità Unifi, e Giovanni Pettorino, ammiraglio ispettore capo della Guardia Costiera introdotti da Stefano Dominici curatore del Museo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Firenze ed ancora Valeria D’Ambrosio, curatrice del progetto Whale Hub in cui si inserisce l’installazione, Sabina Airoldi, biologa marina e direttrice dei programmi di ricerca di Tethys, Adrian Fartade e Willy Guasti, youtuber e divulgatori scientifici.

Il Capodoglio Giovanni rimarrà esposto all’Orto Botanico fino al 6 ottobre. L’installazione rappresenta un capodoglio che vive realmente nel Santuario Pelagos, area marina protetta nel Mar Mediterraneo settentrionale. “Giovanni” è stato individuato per la prima volta nel 2016 dall'Istituto di ricerca Tethys, istituto che da trent'anni fa ricerca e ha visto il progressivo inquinamento da plastica nei mari. Per la sua realizzazione sono stati recuperati, grazie al contributo del Gruppo Hera, 2.220 cartoni di tetrapak usati, dai quali sono stati ricavati circa 4.500 elementi da assemblare per ricostruire la superficie esterna dell'animale. L'opera – ben 12 metri di lunghezza - avrà un impatto molto forte sui visitatori, in modo da rendere la drammaticità del problema ambientale e sensibilizzare le coscienze. Il tetrapak è un poliaccoppiato formato da tre diversi elementi: carta, plastica e alluminio. La carta è facilmente riciclabile mentre la plastica e l'alluminio attaccati richiedono processi di smaltimento complessi e costosi.



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