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Attualità giovedì 27 maggio 2021 ore 17:54

Nuovo referendum sul tram, presentata la mozione

Forza Italia, Lega, Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia hanno chiesto una consultazione su Variante centro storico e Libertà - Bagno a Ripoli



FIRENZE — Una mozione presentata in Consiglio comunale invita il sindaco a promuovere una forma di consultazione popolare nei quartieri interessati al passaggio della Variante al Centro Storico e della linea tramviaria 3.2.1 Libertà - Bagno a Ripoli per sapere se condividono la realizzazione di questa infrastruttura.

Il ricorso al Tar sulla tramvia è stato respinto ma il consigliere Mario Razzanelli aveva risposto "Ricorreremo al Consiglio di Stato" proponendo subito dopo una nuova consultazione popolare sul ramo del centro storico e sulla tratta verso Bagno a Ripoli.

La richiesta ha trovato sponda da parte di altri consiglieri comunali ed oggi Federico Bussolin della Lega, Roberto De Blasi e Lorenzo Masi del Movimento 5 Stelle ed Alessandro Draghi di Fratelli d'Italia hanno formalizzato la proposta. Emanuele Cocollini vicepresidente Consiglio comunale ha spiegato “Lo statuto prevede che i cittadini possono essere consultati su dove deve deve essere realizzata la tramvia”.

Il capogruppo di Forza Italia Mario Razzanelli ha sottolineato "Deve ancora essere approvata la variante al centro storico, la cosiddetta Vacs. Ai fiorentini non è stato spiegato di che cosa si tratta: la tramvia dalla Fortezza arriva in piazza della Libertà, entra in via Cavour, gira intorno a piazza San Marco e torna sul Viale Matteotti passando da via Lamarmora per poi proseguire sui viali fino a Piazza Piave, lungarno Colombo e Viale Europa. Chi abita in queste strade, anche coloro che si sono detti favorevoli alla tramvia, non la vogliono. Con la nostra mozione abbiamo chiesto al sindaco di consultare i cittadini del quartiere 2 e 3 e chiedere cosa ne pensano di quest’opera. I risultati li abbiamo visti in questi giorni per i lavori in Viale Matteotti che hanno tolto due corsie e, di conseguenza, si è paralizzata la città. Le foto scattate in piazza Donatello e viale Gramsci parlano da sole. Il traffico risulterà completamente bloccato e, in più, si costruisce un ponte da 80 milioni di euro creando poi un “tappo” in lungarno Colombo che verrà ristretto. Chieda il sindaco ai fiorentini se sono d’accordo in questo che si annuncia come uno scempio per la città. Manca poi uno studio dei flussi la VIA che dimostri l’utilità della tramvia e che RATP ha evitato di fare perché i conti non tornano. La linea che vogliono costruire non sposterà i cittadini verso un comune di 100 mila abitanti ma a Bagno a Ripoli che ne conta 28.000. Questa tramvia servirà solo a bloccare il traffico. Il sindaco si è dimenticato che nel 2008 c’è stato un referendum che ha bocciato il passaggio del tram in piazza Duomo e la linea 3 della tramvia a cui parteciparono 140.000 fiorentini. Dimostri consultando i cittadini che la democrazia noi è un “optional”.

"Si promettono tramvie a tutti - ha aggiunto il capogruppo del Movimento 5 stelle Roberto De Blasi - perché ho letto di progetti anche per il Chianti. C’è un’assenza di pianificazione su tutte le linee della tramvia, a partire dalla linea 4 sulla quale, anche se può apparire di più facile realizzazione, contestiamo il capolinea davanti alla stazione Leopolda. In quel nodo si creerà enorme traffico, non solo, contestiamo anche la realizzazione della fermata Cascine. Sono in contatto con i comitati dei cittadini che contestano queste linee tramviarie e chiedono una Via prima di procedere con i lavori”.

“La posizione della Lega è chiara - dichiara il Capogruppo Bussolin - il progetto tramviario deve essere portato a termine con gli opportuni miglioramenti che possono concretizzarsi anche attraverso i percorsi partecipativi che, già nel passato, hanno contribuito al miglioramento della città, per questo non dobbiamo temerli e anzi auspichiamo che anche la maggioranza possa cogliere questa opportunità. È nostra intenzione, quindi, promuovere una tramvia priva di pali che garantisca il transito veicolare sopra le rotaie: soluzioni che necessitano una Amministrazione aperta al confronto, soprattutto per risolvere i dubbi riguardanti aree critiche come quella di Via Cavour”.

“Al di là che ritengo una follia la tramvia in viale dei Mille, che finirà per essere un’arteria desertificata come è stato per via dello Statuto, è una follia – aggiunge il Capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi – anche la linea da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli perché andrà ad intaccare zone come piazza Gualfredotto e Bellariva perché il progetto che prevede un nuovo ponte carrabile andrà ad intaccare tutta la viabilità. È impensabile far passare due binari da piazza Ravenna fino alla Coop di Gavinana ed in viale Giannotti. E non ci vengano a dire che coloro che provengono dal quadrante sud-est fiorentino e dalla Val di Sieve lasceranno l’auto nel parcheggio scambiatore a Badia a Ripoli per venire in centro con la tramvia”.

“Non c’è differenza tra la tramvia di vent’anni fa e quella che si vuole costruire adesso a Firenze. Si andranno ad investire tanti milioni – aggiunge il consigliere del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi – su una struttura che invade l’asfalto. Potremmo pensare, invece, ad una struttura su gomma. Oggi, per andare a Careggi, per evitare via dello Statuto dobbiamo passare da via Bolognese. Dobbiamo far entrare sul merito dei tracciati direttamente il Consiglio comunale oppure, ancora meglio, direttamente i cittadini”.

“Gli articoli dello statuto del Comune di Firenze prevedono delle forme di partecipazione. Si può prevedere un referendum – spiega infine il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – oppure si possono consultare i cittadini dei quartieri su singoli temi. Mai i fiorentini sono stati chiamati ad esprimersi su dove far passere le linee tramviarie, se per esempio, si è favorevoli a far passare la tramvia da viale Matteotti o da viale dei Mille, se i fiorentini sono d’accordo sul nuovo ponte da costruire sull’Arno, se in alcuni tratti può essere interrata o in superficie. Queste non sono decisioni tecniche ma valutazioni politiche sulle quali i fiorentini possono essere consultati”.

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