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domenica 17 novembre 2019

Attualità mercoledì 19 giugno 2019 ore 17:19

Morto un maestro dell'alpinismo italiano

Firenze piange la scomparsa di uno dei protagonisti dell'alpinismo nazionale, autore di grandi imprese su Alpi, Dolomiti e Gran Sasso d'Italia



FIRENZE — L'assessore allo Sport Cosimo Guccione ha commemorato Giancarlo Dolfi, morto lunedì scorso a Firenze all'età di 89 anni. Dolfi, nato nel 1930 e docente di educazione fisica, è stato alpinista, istruttore nazionale di alpinismo, scialpinista, sciatore e fondista. “Maestro di intere generazioni di alpinisti e studenti - ha commentato Guccione -ha portato tanti giovani sui sentieri e sulle vie di una montagna da vivere, ammirare, saper conoscere e ascoltare è stato un protagonista assoluto soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta quando l’alpinismo era passione di pochi eroi del verticale capaci di compiere grandi imprese in scarponi di cuoio, pantaloni alla zuava, canaponi e scarse attrezzature”.

Il ricordo di Giancarlo Dolfi degli amici scialpinisti fiorentini "Giancarlo, oltre che alpinista di prim’ordine, era anche un bravissimo sciatore e, come istruttore nazionale di alpinismo, ha seguito fino dall’inizio l’attività e l’insegnamento dello scialpinismo nella Scuola T. Piaz, partecipando spesso attivamente alle lezioni e alle uscite dei corsi: molti dei meno giovani skialpini ricorderanno le sue belle lezioni pratiche sulla manutenzione dei materiali con tanto di grembiule davanti! La sua esperienza è stata di grande aiuto per noi in diverse occasioni. Ma il motivo dell'affermazione “è uno di noi” sta nel fatto che si deve anche a lui la formazione del primo nucleo di skialp, che ha avuto origine dalla constatazione che molti ex allievi dei corsi di scialpinismo non avevano riferimenti per poter continuare l’attività. Attraverso l’iniziativa di pochissimi entusiasti volenterosi, di cui non faccio nomi, ma che sono ancora attivi nel gruppo fra cui Giancarlo, all’inizio degli anni 2000 si è formato un piccolo gruppo con l’intento esplicito di condurre ex allievi più o meno privi di esperienza a fare gite soprattutto nel nostro Appennino. Giancarlo aveva esperienza da vendere! L’iniziativa ha avuto successo per l’entusiasmo e la tenacia di queste persone e il gruppo dei partecipanti si è ampliato fino a darsi una prima organizzazione. Queste persone hanno operato nel silenzio e non hanno ricercato gratitudine, ma molti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene".

Sulle Alpi, Dolomiti, Gran Sasso e sulle Apuane il suo nome è associato a numerose vie di elevata difficoltà diventate nel frattempo delle classiche dell’alpinismo. Tra le tante salite da lui effettuate, la prima ascensione in solitaria della parete Nord del Pizzo d’Uccello (Apuane) per la via Oppio-Colnaghi nel 1956; la prima salita diretta della parete est del Procinto (Apuane) nel 1961; la prima ripetizione, in solitaria, della parete sud-ovest della Cima dei Burelloni (Dolomiti) e infine la prima ascensione dello sperone ovest della Rocchetta Alta di Bosconero (Dolomiti). 

É stato direttore della Scuola di Alpinismo “Tita Piaz” del CAI di Firenze dirigendo vari corsi e formando istruttori che diventati colonne portanti della scuola per gli anni a venire. Fu tra i partecipanti alla spedizione alpinistica del CAI Firenze nel 1984 alla Cordillera Huayhuash nelle Ande peruviane e nel 2010 celebrò i suoi ottanta anni ripetendo la sua via sulla parete Nord del Procinto, aperta nel 1956. 



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