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Attualità giovedì 15 febbraio 2018 ore 12:47

La molecola che cambia quando tocca l'oro

La molecola magnetica Fe4 a contatto con la superficie d'oro

Per la prima volta un esperimento dell'Università di Firenze ha osservato il comportamento delle molecole alla base dei nanodispositivi del futuro



FIRENZE — Sono potenzialità enormi quelle dell'esperimento cooordinato da Roberta Sessoli e portato a termine con tecnologie non convenzionali dal team di ricercatori dei Dipartimenti di Chimica a e Fisica dell'Università di Firenze, in collaborazione con Andrea Cornia dell'Università di Modena e Reggio Emilia, e con i colleghi dell’European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble. I ricercatori, infatti, hanno per la prima volta utilizzato la tecnica della spettroscopia Mössbauer ad alta sensibilità. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica 'Nature Communications':“Mössbauer spectroscopy of a monolayer of single molecule magnets". 

Quella utilizzata è una tecnica che si basa sull'impiego dei raggi gamma prodotti con il sincrotrone ESFR e serve a studiare il comportamento di una molecola quando viene depositata su una superficie di oro. Al centro dello studio, infatti, ci sono i comportamenti delle molecole magnetiche a contatto con una superficie condivisa. Gli effetti che i ricercatori sono riusciti a osservare fino a ora erano stati solo ipotizzati in linea teorica ma mai osservati. Ora, invece, i ricercatori sono riusciti a individuare importanti modifiche alla struttura geometrica ed elettronica della molecola quando questa si auto-organizza su una superficie di oro formando un film bidimensionale.

“Le funzioni e le prestazioni di materiali e dispositivi, soprattutto quelli che si basano su nanostrutture, dipendono fortemente dalle caratteristiche delle interfacce di contatto fra i vari materiali che costituiscono le nanoarchitetture funzionali – ha detto Roberta Sessoli, ordinario di Chimica generale ed inorganica dell'Università di Firenze – Un esempio sono le molecole magnetiche su superfici conduttive, su cui si concentra l’interesse per le applicazioni nella spintronica molecolare e nelle tecnologie quantistiche dell’informazione”.

Le implicazioni per il futuro? “Le potenzialità di sviluppo di questo approccio sono enormi e permetteranno presto di studiare nuovi materiali ibridi contenenti nuclei Mössbauer attivi, primo fra tutti il ferro, e comprendere altri fenomeni che avvengono su scala nanometrica tra materiali diversi”, ha concluso Sessoli. 


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