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Attualità sabato 08 maggio 2021 ore 17:10

"Loro in piazza, noi a sipario chiuso"

Marco Predieri
Foto di: Marco Predieri / Facebook

Dall'attore teatrale e drammaturgo Marco Predieri arriva un'amara riflessione dopo la manifestazione di ieri sera in piazza Santa Croce



FIRENZE — "Noi a sipario chiuso, loro in piazza senza regole, assembrandosi e ballando, baciandosi, sputazzandosi in faccia senza alcuna protezione, scambiandosi canne e bottigliette di birra": c'è amarezza nella riflessione che l'attore e drammaturgo fiorentino Marco Predieri affida a una lettera aperta dopo la manifestazione che ieri sera ha portato centinaia di giovani in piazza Santa Croce. La questura risulta fosse stata informata. Il Comune fa sapere di non aver rilasciato alcuna autorizzazione e di star indagando per sanzionare chi era fuori regola.

Resta la bocca amara di chi le regole le rispetta perché in ballo, oltre alla sua salute, c'è la possibilità di lavorare. Lo spettacolo dal vivo è tra i settori più penalizzati. "Abbiamo appena annunciato, con un po' di emozione, la riapertura delle nostre sale, il ritorno ai musei, la possibilità di fruire ordinatamente e in sicurezza di mostre, biblioteche, cinema, teatri, sale concerti. Esercizi, che non sono mangiatoie, gestiti sempre con grande rispetto per il pubblico, prudenza, onestà", scrive Predieri in apertura del suo ragionamento. 

"Ebbene sappiate che questo annuncio, atteso con sacrificio, con pudore, a cui arriviamo dopo aver speso risorse, tempo, consumato pazienza potrebbe essere tutto uno scherzo". Predieri scaglia il suo j'accuse all'indirizzo delle istituzioni ad ampio raggio, "non mi interessa proprio di che colore siano", specifica. E afferma: "Hanno deciso e stanno decidendo che in piazza si può andare tranquillamente senza regole, assembrandosi e ballando, baciandosi, sputazzandosi in faccia senza alcuna protezione, scambiandosi canne e bottigliette di birra... purché, ovviamente, si festeggi uno scudetto o si usi violenza contro il bene e la salute comune, ovviamente solo e in quanto giovani (quei giovani però, quel tipo di giovani lì, se sei un giovane attore devi morire) e gestori di ristoranti (ma solo quei gestori, quelli lì, quelli che se ne sono sempre fregati delle norme e del buon trattamento dei propri clienti). La violenza vince sempre", è il rammarico dell'artista. 

"Ecco se queste concessioni allegre e tanto amate da prefetti e politici poi porteranno impennate nuove di contagi, se andremo in zona arancione o forse zona rossa... a questi gaudenti non succederà nulla, continueranno a fregarsene e festeggiare, facendosi anche pubblicità e magari strappando un seggio in parlamento prossimamente… ma noi avremo scherzato. Noi teatri, cinema, mostre, musei, palestre, piscine… noi dovremo restare chiusi di nuovo, perché noi siamo gli untori, la cultura, l'infetto grave". 

"Noi che abbiamo speso migliaia di euro per adeguare le nostre strutture, comprare sanificatori d'aria costosissimi (giusto ieri al Teatro di Cestello abbiamo sballato e messo in funzione migliaia di euro che giacevano in teatro da ottobre scorso, quando già avevamo scherzato dicendo che avremmo riaperto e addirittura annunciato una stagione). Noi si sa siamo giullari e scherziamo sempre!", è la sarcastica sottolineatura. 

"Del resto il capro espiatorio si trova sempre - prosegue Predieri in uno slancio alla Malaussène di Pennac - e in un paese dove ormai si vive con il più alto tasso di analfabetizzazione d’Europa è anche facilissimo individuare chi lasciar morire". E di chiusure morire si può: "Non possiamo che scusarci, per colpe non nostre, se avremo scherzato ancora una volta e dovremo rimandare all'infinto il nostro atteso, agognato, sognato incontro, in piena sicurezza. Nel frattempo molti di noi saranno morti o costretti a cambiare mestiere, che tanto ormai è appurata la nostra inutilità sociale e del resto si sa … la cultura non si mangia! Grazie Prefetti, grazie politici, grazie amministratori locali!". Firmato: Marco Predieri, "giullare e teatrante (nuoce gravemente alla salute)".

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