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Attualità giovedì 16 giugno 2022 ore 18:13

Lo strano caso del labirinto per taxi in stazione

Il piano per consentire l’accesso dei taxi alla stazione di Santa Maria Novella non ha avuto il via libera della Sovrintendenza e sarà ripresentato



FIRENZE — Con il ritorno dei turisti dopo due anni di pandemia il nodo della viabilità nel centro storico ha subito un blocco che ha ricordato i tempi della rotatoria che tanto ha fatto tribolare gli autisti del trasporto su gomma prima che fossero stesi i binari della tramvia.

Palazzo Vecchio ha dichiarato di essere a lavoro per risolvere il problema. Ma allora c'era un problema?

La tramvia è un tema spinoso a Firenze, se da una parte se ne esaltano gli aspetti positivi, dall'altra quelli negativi si presentano sempre un po' a sorpresa.

Già i primi disegni del raccordo tra la linea Scandicci - Careggi misero in allarme gli addetti ai lavori, perché quei binari attorno alla stazione di Santa Maria Novella sembravano ingabbiare l'opera del Michelucci. Santa Maria Novella non è una stazione di passaggio, vista dall'alto è un agglomerato di binari di fine corsa. La tramvia ha circondato la ferrovia, aggirandola. Di fatto per arrivare ai treni è necessario attraversare dei binari.

Il nuovo capolinea di piazza dell'Unità d'Italia sulla linea Santa Maria Novella - Aeroporto ha completato l'aggiramento.

La viabilità ha retto perché dal Largo Alinari è possibile proseguire sopra i binari ma solo per andare in direzione di via Santa Caterina da Siena e via della Scala. Un tracciato che aiuta il trasporto privato e pubblico ma ha fatto fuori i taxi.

I tassisti devono svoltare da Largo Alinari, su via Fiume o via Valfonda e portarsi poi in piazza Adua dove occorre attendere il via libera del semaforo per effettuare una ulteriore virata verso l'ingresso di Santa Maria Novella. Una variante che rischia di portare via anche 15 minuti per attraversare una strada e che provoca un imbuto su Largo Alinari e ripercussioni sia su via Nazionale che su via Panzani. Ma scaricare i turisti diretti alla stazione nel Largo Alinari sarebbe una follia.

Ma allora c'era un problema?

E non è tutto perché sotto accusa c'è anche il versante opposto che proviene da viale Fratelli Rosselli. 

Sono stati gli stessi conducenti delle auto bianche a spiegare la situazione nelle scorse settimane quando, in vista di Pitti, è tornato il mal di pancia "Ci è stata tolta la possibilità, venendo da Via Jacopo da Diacceto, di passare sotto il parcheggio e poter riuscire sulla rampa: possiamo passare solo una volta al giorno, altrimenti ci viene addebitato un costo fisso per ogni passaggio dalla Firenze Parcheggi. Abbiamo chiesto di aprirci un varco per passare in mezzo alla tramvia, sempre per salire sulla rampa della stazione e ci è stato detto di no" così il Radio Taxi 4242 in merito al nodo della stazione centrale.

Un passante sopra-sotto-sopra che agli amanti degli anni '80 potrebbe ricordano le immagini di Renato Pozzetto che chiede indicazioni per attraversare piazza San Babila, a Milano. Ma in quella occasione Pozzetto era a piedi e sfruttava proprio un taxi per attraversare la strada. 

Tornando al dibattito fiorentino, il caso del labirinto è arrivato in Consiglio comunale dove è stato ancora una volta l'assessore alla mobilità Stefano Giorgetti a rintuzzare i colpi delle opposizioni, ammettendo che sulla questione è in corso da tempo una discussione con le due cooperative taxi di Firenze “Il dialogo tra assessorato e tassisti c’è sempre stato, anche con incontri settimanali con i rappresentanti delle due cooperative. Un’interlocuzione valida e costante al di là di alcune affermazioni inopportune fatte da alcuni. Per quanto riguarda il tema dell’accesso alla Stazione di Santa Maria Novella, il progetto era già stato presentato ma non ha avuto il via libera della Sovrintendenza, per cui sarà ripresentato in termini diversi. Del resto, come dichiarato ieri alla stampa dagli stessi rappresentanti dei tassisti, dal confronto è emersa la volontà di intervenire per risolvere problemi, in particolare nell'area della stazione”.

Ma allora c'era un problema.


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Antonio Lenoci
© Riproduzione riservata


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