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Attualità martedì 26 gennaio 2021 ore 13:12

"Le imprese aperte sono in crisi ma senza aiuti"

La Confcommercio ha lanciato l'allarme per le imprese rimaste aperte durante l'epidemia di Covid ma colpite ugualmente dalle perdite di fatturato



FIRENZE — Sono in perdita di fatturato anche le imprese rimaste aperte durante la pandemia, a lanciare l'allarme è la Confcommercio fiorentina che ha analizzato i bilanci delle attività riscontrando alcuni casi emblematici di chi non ha diritto a ristori perché non ha mai chiuso ma risulta comunque in perdita.

"Non sono state obbligate a fermare l’attività dai Dpcm anti-pandemia ma hanno visto calare in modo considerevole i fatturati. Al contrario di quanti si sono dovuti fermare per decreto, ora non possono godere neppure dei ristori" a sollevare la questione è stato il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, dopo un’analisi della situazione fiorentina attraverso i casi emblematici "Due casi emblematici: i grossisti di bevande e alimenti e di prodotti ortofrutticoli, che hanno subito un crollo del fatturato fino al 75 per cento, e le autorimesse, che in centro lavorano al 65 per cento in perdita". 

Il direttore di Confcommercio Toscana ha detto “Chiediamo l’attenzione del Governo anche su queste realtà, con forme di ristoro e di sostegno adeguate a superare questo tempo buio”

Marinoni ha spiegato inoltre “L’effetto-pandemia ha colpito tutte le imprese, non solo quelle costrette a bloccare del tutto la propria attività (come discoteche o palestre) o a limitarla fortemente (come bar, ristoranti e abbigliamento). Ci sono anche molti casi di aziende che, seppure siano rimaste sempre attive, hanno visto calare in modo considerevole i fatturati. E, al contrario di quanti si sono dovuti fermare per decreto, ora non possono godere neppure dei ristori. Con bar e ristoranti chiusi, alcuni grossisti hanno visto sparire una fetta importante della clientela abituale, con un calo del fatturato che tocca punte del 75% a Firenze centro, del 50% nel resto della provincia. I più fortunati sono stati quelli che, lavorando con i negozi al dettaglio di aree residenziali, sono riusciti a mantenere un volume di affari in linea con l’anno precedente. Ma chi lavorava con i pubblici esercizi o con i negozi delle aree turistiche ora è a terra”.

A Firenze la crisi riguarda in maniera forte anche le autorimesse. Secondo i dati della Confcommercio fiorentina, a causa del blocco della mobilità e dell’assenza del turismo, unite agli effetti dello smartworking, le autorimesse del centro hanno registrato un crollo medio del fatturato pari al 65% nel 2020 rispetto al 2019. “Anche per loro, nessun ristoro è previsto”, ha detto Marinoni, “ma con numeri del genere fanno davvero fatica ad andare avanti salvando l’occupazione. Senza contare che se dovessero chiudere Firenze perderebbe una rete importantissima di parcheggi a servizio del centro. La città non può permetterselo”.

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