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Attualità Domenica 18 Gennaio 2026 ore 16:00

La porta restaurata e l'uscita del Brindellone

Apertura della porta monumentale porta più alta d’Europa e a disposizione dei fiorentini e dei turisti per un giorno “Il Brindellone”



FIRENZE — Il Brindellone è stato fatto uscire dall’antica porta appena restaurata di via il Prato. La porta più alta d’Europa che apre il deposito, custode del carro storico di Firenze.

Questa mattina è stata aperta alla presenza dell’assessora Deleghe a sport, politiche giovanili e tradizioni popolari Letizia Perini, il presidente dell'Associazione Amici dei Bandierai degli Uffizi Antonio Marrone, il direttore del Corteo Storico della Repubblica fiorentina Filippo Giovannelli preceduti da un corteo di figuranti.

Una porta che si apre e dalla quale viene trainato fuori il nostro Brindellone davanti ad una folla che applaude. Una visuale ben diversa dallo scoppio del carro.

Il Brindellone esce dal suo letargo e si fa vedere in tutta la sua maestosità. Lo stemma della famiglia dei Pazzi, i quattro pannelli con gli stemmi degli storici quartieri di Firenze, le merlature che rappresentano le mura di Gerusalemme. Da vicino è davvero immenso e si nota la sua usura ma solo perché non è stato ancora restaurato dagli scoppi della scorsa Pasqua. Da domani i tecnici cominceranno i preparativi e il restauro per la sua prossima uscita.

Prende la parola Antonio Marrone raccontando un po’ di storia di questo magnifico carro della tradizione fiorentina protagonista dello “scoppio del carro” che avviene la mattina del giorno di Pasqua nella piazza del Duomo di Firenze.

Arriva trainato dai buoi e viene acceso dalla famosa colombina che parte da un cavo teso nella cattedrale per arrivare al carro. Deve andare al carro e tornare indietro, se questo non avviene non sarà di buon auspicio per il raccolto.

Pare che sia nel 1944, l’anno dei bombardamenti su Firenze che nel 1966 anno dell’Alluvione, la colombina abbia fatto cilecca.

Prosegue Antonio Marrone con la storia della provenienza di questa tradizione che parte dal 1095:

“Venne organizzata la prima crociata e tutti gli stati europei mandarono i soldati formando così un esercito al comando di Goffredo di Buglione. Ci metteranno 4 anno per arrivare a Gerusalemme”

“I fiorentini organizzarono un gruppo di 500 uomini che era un numero alto per le dimensioni della città, alcuni dicono mille - e prosegue - il comando venne preso da Pazzino dei Pazzi. Nel 1099 ci sarà la conquista di Gerusalemme e fu davvero l’unica crociata che conquistò le Terre Sante”

“La tradizione narra che furono proprio i fiorentini con Pazzino a prendere la città. E Pazzino venne premiato con schegge di pietre focaie del Santo Sepolcro di Gerusalemme conservate ancora oggi in una chiesa fiorentina. In suo onore, Goffredo di Buglione gli donò il suo stemma che poi farà parte dello stemma della famiglia dei Pazzi”

E arriva a spiegare il perchè dello scoppio del carro:

“Al ritorno a Firenze nel 1101, i fiorentini gli prepararono un omaggio: i carri di fuoco. E la tradizione venne presa in mano dalla famiglia dei Pazzi e per molti secoli lo scoppio è stato fatto il sabato santo il giorno prima di Pasqua. Fu interrotta solo dopo la congiura dei Pazzi e per circa 50 anni non vi fu lo scoppio del carro”

Ci racconta che il fuoco che incendiava e incendia il carro attuale viene dalle pietre focaie del Santo Sepolcro.

Si prosegue all’interno con il direttore del Corteo Storico Filippo Giovannelli che illustra le varie stampe messe in visione, spiega il carro e mostra questo deposito custode di questo importante simbolo di Firenze.

"Brindellone dicesi di uomo mal vestito e lacero, straccione.

Dicesi parimente di uomo alto e che in andando tentenna, come suol dirsi la persona.

E di chi semina i brindelli, cioè di chi veste sciatto più per poltroneria che per miseria”

Chiara Lam Nang
© Riproduzione riservata


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