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mercoledì 20 novembre 2019

Cultura martedì 20 giugno 2017 ore 13:15

La fotografia che ha fatto la scienza

Dalla camera oscura portatile al teleobiettivo di Roster, in mostra al museo Galileo gli strumenti che hanno contribuito alla ricerca scientifica



FIRENZE — Sono tutti oggetti e strumenti che di norma utilizzano gli studiosi e i ricercatori. Da oggi fino al 24 settembre saranno esposti nella mostra 'La fotografia scientifica nelle collezioni del Museo Galileo' per raccontare come dall'Ottocento l'uso del mezzo fotografico ha contribuito alla ricerca e alla pratica scientifica. 

Oltre ai dispositivi fotografici custoditi nei depositi del museo Galileo, è in esposizione anche una selezione accurata di materiali iconografici raccolti nella biblioteca di ricerca. Giusto per anticipare qualcuno degli strumenti esposti, una camera oscura portatile, una macchina dagherrotipica del XIX secolo e il grande “teleobiettivo” di Roster (1885). La mostra comprende anche due laboratori didattici sul funzionamento della camera oscura e sulle antiche tecniche fotografiche. 

Tra i nomi di coloro che nella seconda metà dell’Ottocento contribuirono all'impiego del mezzo fotografico per lo studio dei fenomeni astronomici, quelli di Giovanni Battista Donati (1826-1873) e Angelo Secchi (1818-1878), pionieri della spettroscopia stellare. Il contributo di Firenze fu decisivo grazie a scienziati come Paolo Mantegazza (1831-1910), Odoardo Beccari (1843-1920), Giorgio Roster (1843-1927) e Stefano Sommier (1848-1922) che nel 1889, insieme a fotografi professionisti come Carlo Brogi (1850-1925) e Vittorio Alinari (1859-1932), fondarono la Società Fotografica Italiana.



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