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Attualità venerdì 08 aprile 2022 ore 14:54

Keu, appello Cgil per rilanciare la concia toscana

Oltre 600 aziende per 8.000 addetti sono coinvolti nell'appello della Cgil Toscana per rilanciare il distretto dopo lo scandalo dei residui conciari



FIRENZE — Un anno dopo l’avvio dell’inchiesta della magistratura sullo smaltimento illecito dei residui risultanti dall’essiccazione dei fanghi conciari, il cosiddetto keu, la Cgil Toscana-Firenze-Pisa-Arezzo e la Filctem Cgil hanno rivolto un appello in 10 proposte a istituzioni e imprenditori per salvaguardare un distretto fondamentale per l’economia toscana che è composto da circa 600 aziende e da oltre 8.000 addetti

Il 15 Aprile sarà trascorso un anno dall’avvio dell’indagine e la Cgil è intervenuta con una nota per chiedere parallelamente alle indagini della magistratura sull’accaduto di "dare concretezza agli impegni condivisi con le istituzioni e le associazioni di rappresentanza per la trasparenza della filiera, la lotta allo sfruttamento lavorativo e la qualificazione del sistema produttivo del made in Tuscany" recita la nota firmata da Maurizio Brotini, segretario Cgil Toscana; Gessica Beneforti, segretaria Cgil Toscana; Fabio Berni, segretario generale Filctem-Cgil Toscana; Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze; Mauro Fuso, segretario generale Cgil Pisa; Alessandro Tracchi, segretario generale Cgil Arezzo.

La ripresa lavorativa sottoposta agli effetti della guerra in Ucraina e agli aumenti dei costi energetici e delle materie prime preoccupa le parti sociali che hanno avanzato alcune proposte: "Un incremento in termini di personale ed una rafforzata autonomia dell’Arpat, che attraverso un incremento delle attività di controllo e prevenzione verifichi puntualmente il corretto iter del processo di depurazione e smaltimento. Il coinvolgimento delle popolazioni locali sulle questioni ambientali con percorsi partecipativi strutturati e non episodici. L’intervento sulle modalità di lavorazione, in modo da migliorare la qualità del rifiuto, premessa indispensabile per un suo efficace trattamento. Il rafforzamento dell’innovazione e della ricerca sui processi e le tecnologie di riciclo al fine di rendere compatibili le sostanze di scarto con i limiti stabiliti dalle norme. Tutto ciò con l’obiettivo di creare un ciclo integrato dei rifiuti trasparente e conosciuto dalla popolazione. Una migliore sinergia nella gestione dei servizi pubblici locali della nostra regione anche al fine di perseguire l’obiettivo dell’economia circolare in cui anche i rifiuti, compresi quelli delle lavorazioni industriali, si trasformino in materia o risorse energetiche (come i biogas) in stretta connessione con il tema della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile. Per fare ciò sarà necessario superare i deficit impiantistici e la scarsa propensione alla collaborazione tra gli enti locali della nostra regione. Una analisi ed un intervento dei livelli istituzionali, che accompagni e rafforzi l’iniziativa sindacale portata avanti in questi anni sul territorio sulle condizioni di chi lavora nel distretto, con maggior riguardo alle attività che si svolgono in conto terzi e nei servizi. La salvaguardia della parte pubblica di quote e la natura consortile dell’impianto di depurazione con l’obiettivo di costituirne uno unico tra le due rive dell’Arno. La costituzione di un Osservatorio permanente su ambiente e sostenibilità, coinvolgendo le associazioni ambientaliste strutturate e qualificate che si interfacci con le Istituzioni locali attraverso il Comitato d’Area di Distretto. Attenzione da parte delle Istituzioni sulla capacità di sviluppo del Distretto da un punto di vista sociale ed ambientale e, qualora si rendessero necessari, appositi ammortizzatori sociali a tutela dell’occupazione. I costi delle bonifiche dei terreni inquinati non dovranno ancora una volta ricadere sulla collettività (cittadini, lavoratori e pensionati), ma è necessario che a pagare sia chi risulterà integrato e colluso con la criminalità organizzata e coloro che producendo i rifiuti hanno omesso di controllare la loro destinazione finale attraverso lo smaltimento e/o il riuso, così come gli competeva".


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