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Attualità martedì 26 gennaio 2021 ore 17:00

Il Covid non ferma il ricordo di San Zanobi

La celebrazione del miracolo di San Zanobi si è tenuta in forma ridotta a causa delle misure di sicurezza previste per l'emergenza sanitaria in corso



FIRENZE — Firenze ha ricordato San Zanobi e il miracolo dell’olmo fiorito che risale al 26 Gennaio del 429 nonostante la pandemia ma con una commemorazione in forma ridotta.

"Ogni anno rendiamo omaggio al Santo in questo giorno con la “Fiorita di San Zanobi”, la deposizione dei fiori accompagnata dal Corteo della Repubblica Fiorentina e dall’esibizione dei Bandierai degli Uffizi. Oggi a causa della pandemia non è stato possibile celebrare San Zanobi come al solito, ma abbiamo voluto comunque ricordare questa tradizione vecchia di secoli, un altro dei tanti tesori della storia di questa città" ha spiegato Michele Pierguidi, il presidente del Quartiere 2 e presidente del Calcio Storico Fiorentino con delega alle Tradizioni popolari che ha presenziato alla celebrazione in forma ridotta.

Il direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino, Filippo Giovannelli, che insieme alle autorità comunali e religiose ogni anno commemora l'anniversario del Miracolo di San Zanobi ci ricorda "Si tratta di un evento unico legato alla storia e alla tradizione di Firenze. San Zanobi è vissuto nel IV secolo d.C. ed è stato un vescovo di Firenze. E' il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme ad Antonino Pierozzi entrambi Santi della Chiesa Cattolica. A Zanobi è dedicata la Colonna posta lateralmente al Battistero di San Giovanni, davanti alla porta nord. Ha un fusto in granito con sopra un albero in ferro e una croce. La leggenda ci tramanda che al passaggio delle reliquie del santo, che venivano trasferite dalla cattedrale di San Lorenzo a quella di Santa Reparata il 26 Gennaio 429, un olmo secco sarebbe miracolosamente rinverdito quando le reliquie ne sfiorarono i rami. Da quel preciso istante cominciarono a spuntare nuove foglie verdi. Il tronco di quell'albero fu in seguito utilizzato per scolpire un crocifisso che attualmente si trova nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in via San Gallo. Altre fonti ci tramandano che lo stesso legno fu utilizzato per un dipinto del "Maestro del Bigallo", che raffigura le gesta del San Zanobi nella propria vita vescovile. La colonna fu eretta in data imprecisata. Abbiamo notizie certe dal 1333 quando fu abbattuta dall'alluvione e successivamente ed immediatamente ricostruita. Sulla stessa colonna di granito vi è un'iscrizione che ricorda la leggenda di San Zanobi".


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