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venerdì 23 agosto 2019

Attualità giovedì 27 giugno 2019 ore 10:02

Il Comune chiude gli occhi all'autovelox

Il sindaco di Firenze ha spento un apparecchio dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha sottolineato le caratteristiche tecniche delle strade



FIRENZE — Gli autovelox automatici hanno legittimità di operare sulle strade di scorrimento e la Corte di Cassazione ha sottolineato che il viale Etruria a Firenze non corrisponde alle caratteristiche previste, pertanto il Comune ha spento l'apparecchio, uno dei più attivi in termini di sanzioni elevate. 

La sentenza chiarisce oggi, a livello nazionale, un aspetto tecnico che per anni ha consentito la presentazione di ricorsi che sono stati spesso accolti ed hanno fatto esultare gli automobilisti e respinti ed in quel caso è stata l'amministrazione a rivendicare la vittoria sulla contesa legale. 

Gli occhi su Firenze. Proprio Firenze aveva predisposto nei mesi scorsi una task force per studiare la materia e chiarire la questione della validità degli apparecchi proponendosi quindi come modello da seguire, ma la Cassazione ha messo tutto in discussione. 
I consumatori nelle ultime ore hanno rivolto un appello al sindaco di Firenze affinché disattivasse tutte le postazioni non solo quelle sul viale Etruria, in uscita città, ma anche sulla circonvallazione cittadina ad esempio il viale Matteotti o il viale Lavagnini. Il Comune di Firenze e la Prefettura avevano preso tempo in attesa di approfondire le motivazioni.

Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc ha sottolineato "La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16622 del 20 giugno 2019 risponde punto per punto alle contestazioni mosse dal Comune a difesa degli autovelox cittadini e chiarisce una serie di principi che si applicano a tutti gli autovelox posti in centro città su strade che non hanno le caratteristiche di strade urbane di scorrimento come Viale Etruria, Viale Matteotti, Viale Gramsci, Viale Lavagnini, e non si limita alla sola Firenze, ma a tutte le città italiane". Aduc ha inoltre chiesto al primo cittadino di "annullare le multe emesse e rinunciare ai giudizi pendenti".

Le associazioni dei familiari delle vittime della strada accusano così l'ennesimo colpo, la questione tecnico-burocratica mette in crisi il valore deterrente degli apparecchi e rischia di "sollevare" gli automobilisti dall'incubo della contravvenzione.

Come sanzionare gli automobilisti che superano i limiti di velocità? Con le pattuglie appostate sul territorio che però devono fermare gli automobilisti per notificare il verbale, oppure motivare l'impossibilità della contestazione immediata. 



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