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Attualità martedì 31 marzo 2020 ore 13:20

I rischi del disinfettante usato contro il Covid

"Una sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi" queste le controindicazioni dell'ipoclorito di sodio usato per sanificare le strade



FIRENZE — La soluzione di ipoclorito di sodio adottata per sanificare le strade e gli arredi urbani durante l'emergenza sanitaria per l'epidemia di Coronavirus nasconde dei rischi per la salute e per l'ambiente che sono stati sottolineati dalle Agenzie regionali per l'ambiente e dal Ministero guidato da Sergio Costa. Arpa Toscana ha partecipato al dibattito ed ha adottato come riferimento il documento sottoscritto dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente che prevede precise modalità di uso del prodotto con raccomandazioni per le amministrazioni locali.

Quali sono i rischi? "L'ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa agli occhi, per la disinfezione delle strade è associabile a un aumento di sostanze pericolose nell'ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali, e può nuocere alle acque superficiali e a quelle sotterranee" è quanto ha stabilito il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente.

Arpa Piemonte il 26 marzo ha distribuito ai sindaci un Vademecum che presenta alcuni passaggi significativi come "Il sodio ipoclorito, in presenza di materiale organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sostanze cancerogene volatili. Non è inoltre possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare gli approvvigionamenti di acqua potabile".

Le tappe dell'analisi ambientale.

A segnalare per prima possibili criticità è stata l'Arpa Piemonte il 15 marzo quando alcuni sindaci dei comuni piemontesi hanno chiesto un parere sull'uso di ipoclorito di sodio ed hanno ricevuto come risposta "Non vi è evidenza che spruzzare ipoclorito di sodio all’aperto, massivamente, sui manti stradali, possa avere efficacia per il contrasto alla diffusione del Covid-19" ed ancora "l’ipoclorito di sodio, componente principale della candeggina, è sostanza inquinante che potrà nel tempo contaminare le acque di falda, direttamente o attraverso i suoi prodotti di degradazione".

A seguito di questa comunicazione il 18 marzo si è tenuta una riunione con il ministro presso il Consiglio del sistema nazionale a rete per la protezione dell'Ambiente, che ha stabilito "L'ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa agli occhi, per la disinfezione delle strade è associabile a un aumento di sostanze pericolose nell'ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali, e può nuocere alle acque superficiali e a quelle sotterranee".



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