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Attualità mercoledì 25 marzo 2020 ore 12:34

I parrucchieri abusivi non temono il coronavirus

La Cna di Firenze ha lanciato l'allarme dopo le segnalazioni ricevute dagli operatori che hanno visto sui social le foto degli abusivi a domicilio



FIRENZE — Durante l'emergenza coronavirus hanno visto sui social immagini di tagli ed interventi estetici svolti a domicilio, è così che gli operatori del settore hanno lanciato l'allarme all'associazione di categoria. 

Parrucchieri ed estetisti hanno contattato la Cna Benessere di Firenze per segnalare che gli abusivi non hanno sospeso la loro attività contro i divieti di spostamento e di distanza interpersonale, "Un numero crescente di abusivi operanti nel settore del benessere sembra ricevere in casa o andare presso il domicilio dei clienti, postando addirittura le foto dei lavori svolti sui social".

"Un comportamento scellerato e irresponsabile - esclamano dalla Cna - invitiamo la cittadinanza ad anteporre la propria salute alla propria bellezza e le amministrazioni pubbliche a bloccare il fenomeno. Chiediamo a tutti i sindaci di bloccare il fenomeno con controlli specifici e di informare la popolazione con i mezzi ritenuti più opportuni" ha detto Fabrizio Cecconi, Direttore Generale CNA Firenze Metropolitana che ha aggiunto "È un problema, adesso, non solo di lavoro nero e evasione fiscale, ma di salute pubblica”.

Daniela Vallarano, e Antonella Batacchi presidenti di CNA Firenze Estetica e CNA Firenze Acconciatura hanno spiegato “Il servizio a domicilio non è previsto nemmeno per i professionisti del settore muniti di mascherina, tuta e guanti, figurarsi per gli abusivi. I consumatori devono essere consapevoli dei rischi a cui si espongono ed espongono poi coloro con cui vengono in contatto rivolgendosi ad operatori non regolari e fuori controllo. Rischi che, in questo momento di emergenza, sono prioritariamente sanitari ma che, quando la situazione tornerà alla normalità torneranno a tradursi in una perdita di fatturato di circa il 30 per cento per le imprese e in lavoro nero ed evasione fiscale (e conseguentemente anche una maggiore pressione fiscale) per la cittadinanza”.



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