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Attualità Lunedì 07 Settembre 2026 ore 12:30

​Gran finale e premiazione per lo Stenterello Film

Premio regia a Rocco Papaleo, miglior attore Edoardo Leo, sceneggiatura Margherita Spampinato, miglior film "Le Città di pianura" di Francesco Sossai



FIRENZE — Grande finale nel Salone dei Cinquecento per la decima edizione dello Stenterello Film Festival, il festival della commedia d'autore ideato da Andrea Muzzi, nato dieci anni fa nel Quartiere 4 e cresciuto fino a diventare un appuntamento nazionale per la commedia italiana. Una lunga serata con tanti artisti sul palco, numerosi riconoscimenti e alcuni momenti particolarmente significativi, come la premiazione inedita di Giancarlo Antognoni, ma anche i Premi Eccellenza a Lucia Mascino e Paola Minaccioni. Una festa che ha voluto celebrare non soltanto il cinema e i suoi protagonisti, ma anche il rapporto sempre più stretto tra il Festival e la città di Firenze.

Ad aprire la serata è Andrea Muzzi che, dopo i saluti, chiama sul palco l'assessore alla Cultura Giovanni Bettarini - «Senza una unione di intenti non saremmo mai arrivati fin qui. Dieci anni sono tanti e tu, caro Andrea, con il tuo gruppo, il presidente Gianmarco Nucciotti e Matteo Cichero avete avuto un'idea bella, costruito qualcosa di importante. La commedia d'autore è fondamentale per il nostro Paese e ha molto a che fare con la nostra città».

Bettarini saluta anche i presidenti dei Quartieri presenti, Mirco Rufilli del Quartiere 1 e Mirko Dormentoni del Quartiere 4, proprio dove dieci anni fa lo Stenterello è nato.

Poi Muzzi introduce il primo momento della serata - «Prima di presentare i film in concorso vorrei parlare dei nostri dieci anni e del numero 10, che si abbina a un nome importante. Mandiamo il primo filmato».

Sul grande schermo scorrono le immagini di una Fiorentina del passato. In campo c'è Giancarlo Antognoni. E il numero 10 diventa subito quello che per Firenze significa molto di più di un numero sulla maglia.

Antognoni riceve il Premio alla carriera Eccellenza, un riconoscimento inedito del Festival, per celebrare un uomo che nel tempo è diventato uno dei simboli della città- «per me era più facile stare In campo che stare all'esterno. Nella vita normale ho avuto più difficoltà che in campo» - parla ironico Giancarlo.

La classe è un naturale elemento distintivo di Antognoni. Quel ragazzo che giocava a testa alta, guardando alle stelle, è diventato nel tempo parte dell'identità stessa di Firenze. Un sentimento di gratitudine che appartiene a un'intera città. Il premio è realizzato dalla Gioielleria Cassetti, che quest'anno compie cento anni. E Antognoni riceve anche altri riconoscimenti.

Poi il Festival torna al cinema e alla commedia, quella commedia che Muzzi vuole raccontare anche come sperimentazione, contaminazione e capacità di parlare alla società. Tra i riconoscimenti più importanti arriva quello a Lucia Mascino, Premio Eccellenza come attrice comica - «Sono toscana d'adozione e ho iniziato la formazione a Pontedera».

Mascino racconta la sua sorpresa per un premio alla comicità, lei che si definisce un'attrice drammatica e addirittura «una persona pesantissima». Eppure proprio la commedia è entrata nel suo percorso con risultati sorprendenti. Ricorda Monica Vitti e La ragazza con la pistola, quando aveva quattordici anni.

«Lì capivo che la commedia è anche la forza di chi fa ridere».

Poi il ricordo della prima volta sul palco, in quinta elementare quando doveva sgridare il marito. La paura si trasformò in una energia così forte che il pubblico iniziò a ridere - «E anche lì ho capito».

Per Mascino la commedia è un rapporto più scoperto con il pubblico, un gioco nel quale sentirsi meno a disagio - «Evviva la commedia». Un riconoscimento quindi a un'attrice capace di passare dalla drammaticità alla comicità mantenendo una cifra sempre personale, naturale e riconoscibile.

Altro Premio Eccellenza a Paola Minaccioni, premiata da Filippo Cassetti, che riceve anche il Premio Franca Valeri 2026. Anche lei racconta di aver scoperto il talento comico quasi per caso - «Io volevo fare quello che facevano gli altri, ma il maestro a me faceva fare la versione comica perché io facevo ridere anche se non lo sapevo». E la comicità è diventata poi una parte fondamentale del suo percorso. Nel prossimo film di Andrea Muzzi, anticipa, sarà la moglie del regista.

Paola Minaccioni dedica i premi ricevuti alle donne vittime di femminicidio alle quali è stata tolta la vita. Poi si rivolge agli uomini e li invita a combattere insieme contro questo scempio - «Perché voi uomini siete migliori di così».

Una frase che sposta per un momento il tono della serata ad un tema molto sentito e in un periodo in cui la città di Firenze è sconvolta per l'uccisione di Lorena Isceri e ricorda come la commedia possa essere anche uno strumento per parlare di temi così importanti.

Non manca il ricordo di Davide Riondino, scomparso a marzo. A lui il Festival assegna il Premio alla Memoria, ritirato dalla sorella Chiara, che annuncia anche un futuro percorso al Teatro Puccini con attori che hanno collaborato con lui e musicisti, per continuare a far conoscere il suo talento e la sua musica.

La serata prosegue con i numerosi riconoscimenti agli artisti, ai registi e ai film in concorso. Tra questi Gioia mia di Margherita Spampinato, premiato per la migliore sceneggiatura e premiato anche dalla giuria del pubblico.

Sullo schermo in diretta Antonello Dose e Marco Presta, ai quali va il Premio alla Carriera per i 32 anni de Il Ruggito del Coniglio.

Premio Regia a Rocco Papaleo che non è presente alla cerimonia per “Il bene comune”. Ritira il premio il giovane attore Andrea Fuorto.

A Vania Della Bidia va il Premio Spirito della commedia. Premio a Gianfranco Monti per radio e televisione, alla coppia comica Marta Zoboli e Gianluca De Angelis, a Matteo Nenciolini per l'eccellenza imprenditoriale e numerosi altri protagonisti del cinema e dello spettacolo.

Infine lusingato Edoardo Leo per aver ricevuto il premio Miglior attore per il film di Massimiliano Bruno “2 Cuori e 2 Capanne". Viene mandato in onda il suo video di ringraziamento che conclude con una frase significativa in un Festival dove si vuol esaltare e dare rilevanza alla commedia italiana: “Sono onorato di ricevere questo premio perché la commedia, rimane forse la cosa più difficile da fare”

Chiara Lam Nang
© Riproduzione riservata


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