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Attualità sabato 16 gennaio 2021 ore 08:52

Flash mob nei ristoranti con le cene di protesta - Video

Circa 300 ristoranti di Firenze hanno apparecchiato i tavoli simulando una cena tra titolari e dipendenti per chiedere l'apertura serale dei locali



FIRENZE — Dalle 20 alle 22 i Ristoratori Toscana hanno dato vita ad un flash mob di protesta, hanno acceso le luci dei locali per simulare una cena contro le misure adottate per il contenimento dell'epidemia da Covid-19.

Luci accese e tavoli apparecchiati ma una cena solo simulata alla quale hanno preso parte i titolari ed i dipendenti non in cassa integrazione, solo asporto invece per i clienti. Lo aveva anticipato il presidente dei ristoratori, Pasquale Naccari, prendendo le distanze da iniziative di disobbedienza alle regole.

Le maggiori adesioni in Toscana a Firenze, con 300 locali, una ventina a Livorno e altrettanti a Pisa e Siena. Flash mob anche a Trento, Treviso, Verona, Vicenza, Savona, Genova, Milano, Roma, Napoli, Salerno.

Pasquale Naccari, portavoce di Tni-Tutela Nazionale Imprese e di Ristoratori Toscana ha ribadito la necessità di aprire anche a cena e nel fine settimana “Perché a pranzo sì e dopo le 18 no? Perché in settimana sì e nel weekend no? I nostri locali sono sottoposti a protocolli molto rigidi e tutti noi abbiamo una capienza massima da rispettare, sia durante la settimana che il sabato e la domenica, sia di giorno che di sera. Se il problema è quello che succede in strada o nelle piazze allora bisognerebbe pensare a un modo diverso di fare i controlli. Noi siamo pronti a collaborare per semplificare il lavoro delle forze dell'ordine. Vogliamo dimostrare che i responsabili degli assembramenti non siamo noi gestori”.

Naccari in un incontro con il prefetto di Firenze Alessandra Guidi ha chiesto di farsi portavoce e pretendere dal Governo "le prove scientifiche che individuino i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte le chiusure". Sempre al prefetto, Naccari ha chiesto di sostenere la propria battaglia con gli organi competenti affinché “venga assolutamente evitato il blocco dell'attività d'asporto e si prevedano indennizzi continuativi e proporzionali alla perdita di fatturato”. 

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