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Attualità mercoledì 13 gennaio 2021 ore 09:27

Ristoratori in rivolta, tavoli pronti per la cena di protesta

Sono già oltre 50mila le adesione per la mobilitazione "Io apro" lanciata dai ristoratori per il 15 Gennaio, locali aperti anche in Toscana



FIRENZE — Una mobilitazione che ha fatto il giro del web, con oltre 50mila adesioni in tutta Italia per aprire, almeno per una sera, i ristoranti chiusi. 

L'iniziativa si chiama "#ioapro", una protesta lanciata sui social che invita i ristoratori a restare aperti il 15 Gennaio dalle 19 alle 21.45 contro le restrizioni anti Covid imposte dal governo. La protesta che viaggia sui social e in Toscana ha raccolto oltre 400 adesioni.

La sera di disobbedienza è stata messa a punto in vista del nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 16 Gennaio che dovrebbe prevedere misure ancora più restrittive per bar e ristoranti. I ristoratori, dopo oltre 10 mesi di chiusure, contestano la proroga dello stop alle cene.

In Toscana sono pronti ad aderire anche i "Ristoratori toscani" : "Se l'indice di contagio Rt è basso, se la regione è in zona gialla e le attività commerciali sono aperte, perché i ristoranti non possono lavorare a cena o nei fine settimana, non possono svolgere la loro attività in sicurezza, come accade per un negozio o un ufficio?", si chiedono i ristoratori che attraverso Tni – Tutela Nazionale Imprese, hanno rivolto questa domanda ai prefetti nel giorno in cui la Toscana è tornata in zona gialla.

La Federazione ha inviato una lettera chiedendo di fornire i dati che individuano i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte dal governo le chiusure. 

“Se entro giovedì non ci saranno risposte né indennizzi – annuncia il portavoce di Tutela Nazionale Imprese e presidente di Ristoratori Toscana, Pasquale Naccari - saremo costretti per la sopravvivenza nostra, delle nostre famiglie, dei nostri dipendenti e dei nostri fornitori, a riaprire subito al pubblico i locali anche a cena”. 

“Sono dieci mesi – aggiunge – che rispettiamo tutte le regole, ma stanno morendo centinaia di migliaia di aziende e abbiamo diritto di leggere i documenti che spiegano e dimostrano le evidenze scientifiche dell'obbligo di chiusura dei pubblici esercizi a cena e nei fine settimana. Il Governo, inoltre, ci deve risarcire. I ristori ricevuti fino ad oggi rappresentano mediamente solo il 2,5% del fatturato delle nostre aziende”.

Tra Milano, Modena, Pesaro, Reggio Emilia, Firenze e Viareggio tra le città con maggiori adesioni registrate, si parla di circa quattrocento locali pronti ad aprire.



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