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Attualità lunedì 14 dicembre 2020 ore 09:59

Donate agli Uffizi 200 opere di Bino Sanminiatelli

Oltre 200 disegni, mezzo secolo di produzione dell’autore esponente dell'ambiente artistico-letterario della Firenze della prima metà del Novecento



FIRENZE — Oltre duecento disegni dello scrittore e disegnatore toscano del Novecento Bino Sanminiatelli, questo il lascito testamentario dalla figlia dell’artista, Carla Sanminiatelli, alle Gallerie degli Uffizi. Un gruppo di opere del fondatore della rivista futurista Noi, nel 1917.

“Il mecenatismo è nel dna di questa città - ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - e lo dimostra anche questo importante lascito che chiude il 2020: una donazione di particolare significato non solo per gli Uffizi, ma per Firenze e la sua storia. Con i disegni di Sanminiatelli si suggella il rapporto tra letteratura e arte, in nome di una sublime toscanità che rimane, grazie al generoso gesto della figlia, un patrimonio a disposizione di tutti”.

L’insieme di 205 disegni copre un arco di tempo che va dal 1910 agli anni '50 del Novecento. Insieme ai fondi Sanminiatelli del Gabinetto G.P. Vieusseux, dell’Archivio Contemporaneo ‘A. Bonsanti’ e della Fondazione Primo Conti, la collezione di grafica appena giunta al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi costituisce un fondamentale contributo per lo studio e la documentazione dell'ambiente artistico-letterario della Firenze della prima metà del Novecento.

L’ampia produzione di Bino Sanminiatelli scrittore si sviluppa in tre differenti momenti stilistici: quello realista toscano dei primi racconti, quello più elaborato dei romanzi della maturità e quello diaristico-memorialistico. Bino, dopo l'infanzia trascorsa a Perignano (Pisa) e l'esperienza liceale romana si stabilì a Parigi, entrò a far parte del movimento futurista, fondando nel 1917 con Enrico Prampolini la rivista internazionale "Noi", e pochi anni dopo ebbe rapporti con i dadaisti di Zurigo e Tristan Tzara.

Sanminiatelli affiancò l’attività di disegnatore a quella di scrittore fino al 1938, per poi decidere di dedicarsi principalmente alla letteratura. Riprese però a disegnare all’inizio degli anni '50, quando annotò in uno dei suoi Diari: "Ho provato a prendere oggi una matita con ansia, con terrore e anche con stupore. Lo confesso: mi sono stupito con competenza".

L’ingente gruppo di fogli da poco entrato nella collezione delle Gallerie –comprendente ritratti, raffigurazioni di animali e schizzi di paesaggi – offre una tangibile testimonianza di tutte le fasi creative di Sanminiatelli.

Si tratta della terza importante donazione della quale gli Uffizi hanno beneficiato nel corso di quest’anno. A Marzo era giunta al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe la raccolta di disegni antichi e acqueforti di Carlo Pineider, membro della famiglia che lanciò lo storico marchio fiorentino di articoli di lusso di cancelleria e pelletteria; appena quattro mesi dopo, a Luglio, con il lascito dello storico dell’arte Carlo Del Bravo sono entrate a far parte del patrimonio di tesori del museo 455 opere tra dipinti, disegni e sculture dal XVI al XXI secolo.

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