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Attualità lunedì 23 marzo 2020 ore 20:00

Paura e ansia da isolamento, parla la psicologa

Il Segretario dell'Ordine degli Psicologi della Toscana racconta a QuinewsFirenze le paure e i dubbi della reclusione tra le mura domestiche



FIRENZE — Quasi 150 chiamate in una settimana per il servizio di informazioni lanciato dall'Ordine degli Psicologi della Toscana che, in collaborazione con il Comune di Firenze, ha aperto una linea dedicata al sostegno psicologico.

QuinewsFirenze ha contattato Rossella Capecchi, segretario dell'Ordine degli Psicologi della Toscana.

Chi si è rivolto alla linea di ascolto?

"Il primo numero messo a disposizione è stato contattato non solo da residenti toscani ma anche da cittadini di Parigi, dalla Campania e dalla Liguria. Persone tra i 20 e gli 89 anni, con una media di 42 anni. Il 70 per cento cittadini, il 25 per cento psicologi ed un 5 per cento di operatori". 

Quali sono state le richieste?

"Dalle informazioni sul dove trovare l'autocertificazione ad un aiuto per la spesa a casa, ma anche richieste di persone che sentendosi sole hanno avuto il bisogno di condividere ansie e paure con qualcuno".

Quali sono le paure di chi si trova a casa durante questa emergenza?

"Alcune persone hanno paura ad uscire per andare a fare la spesa altri riportano di attacchi di panico che creano stati di confusione. La paura è fisiologica e ci permette di attivare meccanismi di allerta per reagire alle situazioni di pericolo, se diventa eccessiva però può innescare scelte sbagliate e non adeguate". 

Qualche esempio? 

"Le persone sono costrette a condividere gli spazi che in alcuni casi sono anche molto stretti compromettendo la propria privacy. Noi raccomandiamo a tutti di crearsi una nuova routine quotidiana, di cercare attività piacevoli da fare come leggere un libro o guardare un film. Le invitiamo a cercare attività da fare insieme come ad esempio i giochi di società. E' importante non sovraesporsi alle notizie limitando il carico di informazioni perché c'è il rischio di non riuscire più a gestirle. Non tutti hanno la capacità di filtrare le notizie ufficiali dalle ipotesi e dalle libere interpretazioni o le notizie false".

Consigli per i genitori?

"Non si tratta di una vacanza, occorre spiegare la situazione e rassicurarli sul fatto che ci sono persone che stanno gestendo l'emergenza. E' importante non parlare sempre di Coronavirus tra le pareti di casa. Per spiegare le cose è meglio fare ricorso al gioco se parliamo di bambini e di ricorrere al confronto se parliamo di ragazzi più grandi".

Quali sono i rischi della convivenza forzata in famiglia?

"Il rischio più grande è di non avere spazi di intimità. E' importante ritagliarsi anche un'ora al giorno di tempo per se stessi. Un po' di ginnastica, una telefonata con gli amici o con i colleghi di lavoro. Oggi per fortuna la tecnologia ci aiuta, bambini e nonni possono fare videochiamate gli adolescenti possono contattarsi via Skype." 

Come è nata la linea telefonica Covid19 dell'Ordine degli Psicologi della Toscana?

"Da circa il 20 febbraio l'emergenza Covid19 è cresciuta sempre di più pertanto a seguito del DPCM 4 marzo ci siamo attivati attraverso l'istituzione di una linea informativa psicologica che dal 16 marzo è attiva dalle 9 alle 19 tutti i giorni. E' rivolta alla cittadinanza, ai nostri colleghi e agli operatori sanitari che stanno gestendo questa emergenza. Le domande crescono, le persone hanno bisogno di aiuto pertanto il Comune di Firenze ha messo a nostra disposizione un numero fisso 0553282200 per attivare una seconda linea telefonica questa volta di supporto psicologico che partirà martedì 24 marzo e sarà attiva dalle 9 alle 16.30 dal lunedì al venerdì".

Quanti professionisti hanno risposto alla chiamata?

"Al momento abbiamo 230 colleghi attivi ed abbiamo altri 100 colleghi disponibili che vogliono collaborare al progetto. Gli psicologi coinvolti sono coordinati costantemente da Simone Mangini, vice presidente dell'Ordine degli psicologi della Toscana".



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