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Lavoro lunedì 21 novembre 2022 ore 19:25

Consiglio comunale dedicato alla vertenza Gkn - Qf

Valerio Fabiani, Regione Toscana: "Già dato incarico agli uffici tecnici di fare un primo sopralluogo dello stabilimento ex Gkn di Campi Bisenzio"



FIRENZE — Si è tenuto oggi il Consiglio comunale dedicato alla vertenza aperta dai 422 lavoratori licenziati dalla Gkn, oggi Qf. Dopo l'occupazione dell'aula da parte del Collettivo di Fabbrica era stato prospettato un Consiglio nello stabilimento, saltato per mancanza di accordo tra i capigruppo.

Il Consiglio si è tenuto come sempre a Palazzo Vecchio, presenti consiglieri comunali e regionali, deputati, rappresentanti dei Ministeri, dei sindacati, l'Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori per discutere sul futuro dell’azienda. 

L'ordine del giorno proposto da Partito Democratico e Italia Viva e approvato dall'aula "/Impegni chiari al Governo per la difesa del tessuto industriale e produttivo nazionale e di una filiera, quella dell’automotive, e una presa di responsabilità chiara, per attivare tutti gli strumenti a garanzia delle condizioni di vita e lavoro degli operai e delle loro famiglie a partire innanzitutto dalla Cassa integrazione Guadagni e un tavolo interistituzionale di crisi con i Ministeri del lavoro e dello Sviluppo Economico, Invitalia e Regione Toscana con la Città Metropolitana fiorentina insieme ai Sindacati dei lavoratori e ai rappresentanti dell’azienda per consentire l’esame e la valutazione di ogni possibile strategia che renda possibile, anche attraverso il coinvolgimento di nuovi investitori, il mantenimento del sito industriale e delle competenze ed esperienze ad esso legate, in una logica non conservativa ma di innovazione e rilancio produttivo". L'aula ha approvato anche un ordine del giorno per favorire linee di credito in assenza degli stipendi.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella ha reso noto che "Il ministro Adolfo Urso ha prontamente risposto alla mia lettera. Abbiamo concordato un incontro per unire le forze nella risoluzione della crisi con un nuovo piano industriale. Continuiamo a lavorare con il contributo di tutti, istituzioni, sindacati e Confindustria".

L’assessora al lavoro Benedetta Albanese è intervenuta portando l’appoggio e la solidarietà dell’amministrazione agli operai “Il tema politico laddove si tratta di parlare di lavoro ci appartiene e non ci spaventa stare in prima fila a fianco degli operai perché crediamo che questo sia il posto delle istituzioni, a cercare soluzioni concrete, a raccoglierne richieste e bisogni. Il Comune di Firenze c’è sempre stato e continuerà ad esserci, su questa come su altre vertenze. Non possiamo lasciare trecento lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie ad affrontare questa situazione da soli ma non possono essere lasciati soli neppure gli enti locali. Oggi dal consiglio comunale e dalla nostra amministrazione è partita una lettera inviata dal sindaco Dario Nardella indirizzata al ministro Urso dove per chiedere con forza che questa vertenza sia al centro dell’agenda politica nazionale e che i tavoli ministeriali aperti facciano passi avanti concreti. È necessario che la situazione si sblocchi. Servono subito misure di ammortizzatori sociali. Serve la disponibilità della proprietà a nuovi piani industriali per dare un futuro allo stabilimento perché è lavoro quello che si chiede. Noi siamo qua, nel luogo del confronto che è il consiglio comunale, ascoltiamo i lavoratori e le istituzioni ma soprattutto siamo qua a chiedere che le responsabilità di chi oggi governa a Roma arrivino in maniera forte sul territorio. Noi come giunta, come amministrazione, vogliamo accompagnare questa protesta e la richiesta di una nuova reindustrializzazione del sito. Per lavoratrici e lavoratori, per le loro famiglie, per il nostro territorio".

Presente anche il Consigliere del presidente della Regione Toscana per il lavoro, Valerio Fabiani “E’ giusto invocare un maggiore protagonismo da parte del Governo e della politica, perché arriva un momento in cui le norme pubbliche a sostegno del lavoro girano meglio se c’è una chiara e forte scelta politica”. Fabiani ha fatto una ricostruzione dei passaggi che si sono susseguiti nella vertenza che dura da 16 mesi “Nel momento in cui si chiede bisogna essere disposti a dimostrare ciò che ciascuno è disposto a fare; è del tutto evidente che a molte delle attese che avevamo nei confronti della proprietà di Qf non sono corrisposte scelte concrete e passi in avanti. Serve il lavoro delle istituzioni e il lavoro collegiale che abbiamo immaginato fin dall’inizio: dobbiamo trovare degli investitoti che supportino questo processo di reindustrializzazione; se non è stata in grado di trovarli l’impresa, secondo quanto ci si attendeva, dobbiamo provare a farlo insieme e per questo io ho avanzato la proposta dello scouting pubblico, confidando che arrivi anche l’aiuto del Ministero dello sviluppo economico e di Invitalia. E’ fondamentale che ci sia una reale disponibilità dell’azienda: è già stato dato incarico agli uffici tecnici della Regione di fare un primo sopralluogo dello stabilimento ex Gkn di Campi Bisenzio”. L’obiettivo resta quello di sondare il mercato per intercettare ulteriori interessati. E’ un tentativo, ma lo dobbiamo a tutti, in primis ai lavoratori e ai sindacati, per rispetto delle battaglie fatte insieme”.

Ai banchi i rappresentanti sindacali degli operai tra i quali la Fiom. Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze Prato Pistoia, ha detto “Chiediamo alla politica, al territorio, di sostenere le lavoratrici e i lavoratori della Qf non solo con la retorica, ma con i fatti, concreti, che permettano alla reindustrializzazione di andare avanti. Le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto tutto il possibile per arrivare alla reindustrializzazione, manutenendo la fabbrica e le sue macchine, ma ora bisogna che le istituzioni intervengano per sostenerli. Chiediamo inoltre alle istituzioni di venire a vedere la fabbrica sin da stasera, e tutto l’incredibile lavoro che hanno fatto e stanno facendo le lavoratrici e i lavoratori. E le belle parole non possono più bastare, perché stiamo parlando del sostentamento di centinaia di famiglie che da ottobre non stanno più ricevendo nulla. Il Ministero del Lavoro deve dare la cassa integrazione, perché - come detto dalla Regione Toscana - se c’è un opera di scouting per nuovi investitori, pubblici e privati, ciò deve bastare per ottenerla e coprire il prima possibile le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Il MoVimento 5 Stelle "Abbiamo presentato un ordine del giorno con il quale abbiamo chiesto al Sindaco Nardella e alla Giunta di coinvolgere con urgenza tutti i soggetti istituzionali che hanno un ruolo in questa difficile partita: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il pagamento della cassa integrazione agli operai, la Regione Toscana e il Ministero delle imprese e del made in Italy per ricercare ed elaborare piani industriali alternativi e sostenibili, in collaborazione con la proprietà, nonché investitori credibili per assicurare la ripresa delle attività produttive presso il polo ex GKN. Ed ancora, riteniamo indispensabile coinvolgere, ove utile, anche quei Ministeri che sono funzionali ai nuovi settori dell’impresa ex GKN, quali quello dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per quanto riguarda eventuali ipotesi produttive utili a fini collettivi. Grande assente oggi la proprietà della ex GKN: sarebbe stato utilissimo un confronto aperto con tutte le parti interessate perché l’obiettivo comune e condiviso anche dagli esponenti dei Ministeri presenti è salvaguardare il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori. Non dimentichiamoci – come è stato detto - che la resilienza degli operai è il motivo principale per il quale ancora oggi esiste la ex GKN: a questi 300 lavoratori e alle loro famiglie va il nostro rispetto e il nostro abbraccio. Ma siamo consapevoli che questi valori fondamentali di civiltà non possono in questo momento bastare: per questo chiediamo nuovamente che siano assunti fatti e azioni urgenti a favore e tutela degli operai della ex GKN”.

I consiglieri della Lega col capogruppo Federico Bussolin, di Fratelli d’Italia con i consiglieri Alessandro Draghi e Jacopo Cellai, del Gruppo Centro con i consiglieri Ubaldo Bocci, Emanuele Cocollini ed Antonio Montelatici ed il capogruppo di Forza Italia Mario Razzanelli hanno presentato un Ordine del Giorno collegato al dibattito. I consiglieri auspicavano “il coinvolgimento di tutte le parti interessate alla presenza delle Istituzioni nazionali e locali coinvolte ed esprime contrarietà in ordine alla scelta di non invitare il proprietario dell’insediamento produttivo ex GKN in Consiglio comunale, una decisione che ha penalizzato la capacità di approfondire i fatti in questione oltre che negare a questi la possibilità di esprimere la propria voce sulla vicenda”.

Il capogruppo di Forza Italia Mario Razzanelli ha spiegato “Mancavano alcuni attori fondamentali. Ha fatto molto piacere la presenza del Cardinale Giuseppe Betori e di monsignor Giovanni Momigli che hanno dimostrato attenzione ai problemi della città. Mancava, soprattutto un attore fondamentale: un rappresentante di Confindustria. È questa associazione che poteva contribuire al dibattito in modo costruttivo. Non sono stati, inoltre, chiamati gli amministratori dell’attuale ex GKN. Francesco Borgomeo non è stato invitato e lo considero un errore perché poteva contribuire positivamente a spiegare la situazione e rispondere e rispondere alle domande dei consiglieri. In un Consiglio così importante sarebbe stata utile anche la presenza del sindaco Dario Nardella”.

Antonella Bundu e Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune "Alla fine abbiamo scelto di non saltare la seduta del Consiglio comunale dedicata al caso GKN: riteniamo però ancora sbagliato non aver insistito perché si tenesse nella fabbrica. Perché le destre hanno minacciato fino all'ultimo di non sedere nel Salone de' Dugento, parlando del mancato intervento della nuova proprietà, dopo aver fatto allusioni a presunti problemi di sicurezza a Campi Bisenzio. La maggioranza si fa influenzare da una coalizione frammentata, con una Lega quasi evaporata e un gruppo Centro vulnerabile al canto di Italia Viva e Azione. Saremo presenti con i nostri ordini del giorno, con cui proponiamo al Comune di Firenze di avere un ruolo diretto e concreto, per trovare una soluzione alla vertenza. Chiederemo a Palazzo Vecchio di entrare in QF, di coordinarsi con Città Metropolitana e Regione Toscana per creare una società che possa intervenire nell'area dello stabilimento, di aderire alla Società Operaia di Mutuo Soccorso "Insorgiamo con i lavoratori GKN" presentata pochi giorni fa dal Collettivo di Fabbrica.
Sarebbe stato importante farlo dentro la fabbrica, lo faremo qui. Ricordando alla città che le chiacchiere della politica evaporano di fronte al dramma della disoccupazione e dell'assenza di salario".


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