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Attualità lunedì 29 luglio 2019 ore 19:00

Cittadini su Whatsapp, tra ronde e dati sensibili

Ci sarebbe anche l'ansia da errore alla base delle preoccupazioni nell'uso del gruppo whatsapp, oltre al trattamento dei dati condivisi e sensibili



FIRENZE — Sale il timore per la condivisione dei dati sensibili, ma la vera paura è sbagliare gruppo e postare l'irreparabile. I fiorentini sembrano aver accolto con favore l'idea dei Gruppi Whatsapp collegati con la polizia municipale, alcuni comitati informali si sono organizzati negli ultimi giorni per poter prendere parte al programma, eleggendo quei rappresentanti che saranno formati dai vigili urbani. Qualcuno però si è detto preoccupato non tanto dall'ipotesi che l'iniziativa possa sfociare in vere e proprie ronde fotografiche, quanto perché nell'uso dei gruppi social è accaduto spesso che qualcosa sia andato storto, come ad esempio la condivisione erronea di immagini e dati personalissimi che hanno fatto scoppiare veri e propri casi di specie in ambito familiare, scolastico e professionale.

L'assessore alla Sicurezza, Andrea Vannucci, è tornato a parlare dell'iniziativa su richiesta dell'opposizione che per voce del consigliere Dimitrij Palagi ha posto alcuni quesiti durante il Consiglio comunale. "Ho parlato di controllo di comunità - ha precisato Vannucci - perché è un dispositivo nazionale che parte da un protocollo firmato in Prefettura. Si tratta di un modello di sorveglianza che prevede un ruolo attivo della polizia municipale che non smette di svolgere il proprio compito dalla centrale operativa fino ai security point". "Nessun cittadino prenderà parte a delle ronde - ha aggiunto - la scelta di partecipare al gruppo spetta al cittadino, mentre sono i comitati che scelgono il loro referente". Vannucci ha inoltre spiegato che "I corsi di formazione servono a rendere noti quei parametri di cui si deve tenere conto prima di effettuare una segnalazione".

Palagi ha chiesto come mai Palazzo Vecchio abbia scelto di adoperare Whatsapp come piattaforma per la comunicazione tra cittadini e forze di polizia "Semplicemente perché Whatsapp per i cittadini è uno strumento familiare - ha risposto Vannucci - lo usano quotidianamente e non c'è da preoccuparsi rispetto alla gestione dei dati. E' vero, i dati transitano su supporti di proprietà di terzi che però devono già sottostare a criteri predeterminati per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Il transito di informazioni non è poi una violazione della privacy, perché su tali reti è stato imposto uno strumento chiuso in cui ogni utente è invitato a partecipare e tutti i dati fanno comunque capo alla polizia municipale".

L'opposizione però rilancia "La polizia municipale riuscirà a svolgere anche questo compito?" e soprattutto resta alta l'allerta sui dati sensibili "Ci sembra un meccanismo paranoico di controllo, e siamo molto preoccupati per la gestione dei dati che a quanto abbiamo appreso vengono regalati a Whatsapp" ha concluso Palagi.


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