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Attualità mercoledì 28 agosto 2019 ore 12:45

C'era una volta, l'ingresso al Parco del Tivoli

Restauro in corso sulla collina fiorentina per quel che resta dell'accesso ad un grande parco divertimenti che ha segnato la fine dell'800



FIRENZE — Sulla collina di Firenze c'era uno spazio dedicato a spettacoli, attrazioni e mercatini che vive ancora nei resti di quello che fu il suo ingresso principale e che oggi si presenta ripulito e recuperato dopo una lunga opera di intervento strutturale sulle antiche pietre. 

A raccontare questa storia fiorentina è ancora una volta Gianni Greco che affida ai social, attraverso Vecchia Firenze Mia, il lavoro del suo gruppo di attenti collaboratori, cercatori di una Firenze perduta nel tempo. Presso il viale Machiavelli all'altezza del Piazzale Galileo resiste una Via di Tivoli così come il nome Tivoli spunta ancora da qualche pietra. 

"Sull’onda della sua promozione a Capitale d’Italia - racconta Gianni Greco nella didascalia all'Album di Vecchia Firenze Mia - nel 1869 anche Firenze volle avere il suo Tivoli, un parco divertimenti ispirato a Copenhagen, ispirato a sua volta ai giardini di Parigi con lo stesso nome, a loro volta ispirati alla città italiana di Tivoli, che in materia di giardini ha fatto scuola. Data la concessione dal Comune di Firenze a una società anglo-italiana, nel marzo 1870 iniziarono i lavori in una zona privilegiata, tra un’ansa e l’altra del sinuoso Viale Machiavelli, allora semplicemente Viale dei Colli, proprio sotto al Piazzale Galileo. L’inaugurazione avvenne nel maggio 1871, giusto in tempo per afferrare gli ultimi giorni di Firenze Capitale, cessò di esserlo il 1° luglio. Il Giardino di Tivoli fiorentino fu una grande novità, ma sembrava riservata a una borghesia di buon livello economico, in quanto, cosa insolita per l’epoca, si doveva pagare un biglietto anche solo per entrare. 50 centesimi gli adulti, 30 i bambini. Insomma non era un normale luna-park in cui si paga solo se si usufruisce di qualche struttura. Soprattutto per questo il Tivoli non durò molto: dopo alcuni anni chiuse, e tutto quello che vi era stato costruito fu distrutto. Sparì. Tanto che se ne perse anche la memoria: molti fiorentini ne ignorano del tutto l’esistenza. Ma è esistito, e noi, come ci piace fare, abbiamo cercato quello che ne resta".

Ideatore di molte strutture allestite nel parco fu l'architetto Roster, noto oggi per la serra conservata al Giardino dell'Orticoltura, e dalla visione delle immagini è interessante scoprire taluni accorgimenti ancora oggi necessari nell'allestimento di un evento all'aperto ad iniziare dai bagni pubblici, scenografici e perfettamente contestualizzati. Nello storytelling che segue la visione delle immagini è facile cogliere riferimenti a situazioni che potrebbero essere replicabili come i punti ristoro, il mercatino di oggetti di antiquariato, i giochi per i più piccoli.  



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