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Attualità venerdì 16 ottobre 2020 ore 11:55

Bus strapieni senza un controllo delle mascherine

L'assembramento sui mezzi pubblici negli orari di punta ha reso impossibile il controllo delle mascherine che non spetta però ai conducenti



FIRENZE — Sulle vetture prese d'assalto, soprattutto all'uscita dalle scuole, sarebbe diventato difficile effettuare un controllo nell'uso dei dispositivi di protezione individuale, la segnalazione è arrivata da parte del personale viaggiante che ha puntato il dito sulla criticità degli orari scolastici.

Massimo Milli vice segretario della Faisa Cisal ha spiegato a QUInewsFirenze "Purtroppo ci sono autobus strapieni, il termine è appropriato, e questo avviene prevalentemente in orario scolastico, soprattutto al momento dell'uscita. Serve una diversificazione urgente degli orari di ingresso e di uscita per consentire ai passeggeri di salire e scendere in maniera corretta. Non basta però perché deve esserci anche un raddoppio delle vetture giocando la carta degli inserimenti davanti a particolari anomalie. Serve una vettura pronta a partire e ad inserirsi sui tracciati più delicati dove si incontrano ad esempio più istituti scolastici". 

Un potenziamento di uomini e mezzi?

"Non occorre raddoppiare tutte le linee - spiega ancora Milli - ce ne sono di forti che hanno una frequenza sulla carta di 5 o 6 minuti ma è necessario intervenire al momento giusto per limitare il sovraffollamento così da poter controllare il rispetto delle normative di sicurezza a partire dall'igiene delle mani, le distanze e le mascherine. E' inutile avere il dispenser di gel se è impossibile raggiungerlo".

I passeggeri indossano correttamente le mascherine?

"Le mascherine sono diventate un problema, con l'80 per cento di capienza i passeggeri si trovano a pochi centimetri di distanza e non è possibile controllare l'uso corretto delle mascherine che ricordiamo non spetta al conducente il quale può solo contattare la sala radio davanti a particolari criticità. Purtroppo molti la indossano in modo scorretto, altri la tengono calata sul mento per parlare al telefono. Quando sono tutti ravvicinati può diventare un problema anche di carattere sociale, possono nascere discussioni a bordo". 

Chi deve controllare allora? 

"Troviamo personale volontario, protezione civile o forze dell'ordine che controllino i flussi sui mezzi. Bisogna cercare di tutelare il diritto alla mobilità senza mettere a rischio i passeggeri. Posso comprendere che se non si trasportano tanti viaggiatori non si vendono tanti biglietti ma il diritto alla salute deve essere tutelato. Altrimenti si fa presto a far veicolare il virus e la paura di tutti è quella di finire in un nuovo lockdown".

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