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Cronaca martedì 04 ottobre 2016 ore 18:58

Ashley, "L'ex non le mise mai le mani al collo"

Ashley Olsen

Le parole della padrona di casa di Ashley Olsen, testimone al processo sulla morte della giovane americana. Il racconto del ritrovamento del corpo



FIRENZE — La testimone ha ricostruito, davanti alla corte di assise di Firenze i momenti in cui accompagnò il fidanzato da cui Ashley si era lasciata pochi giorni prima. 

Quando Federico Fiorentini trovò il cadavere della fidanzata Ashley Olsen "non le mise mai le mani intorno al collo" ma fece manovre sul corpo per rianimarla, suggerite dal 118 via telefono, come "la respirazione bocca a bocca, mettendo una mano vicino al naso".

Queste alcune delle affermazioni, della padrona di casa della 35enne americana nell'Oltrarno di Firenze, trovata strangolata il 9 gennaio scorso

Il pm Solinas ha chiesti alla testimone le modalità con cui avvenne l'ingresso nell'abitazione e anche come si svolse la manovra di trasferimento del cadavere di Ashley, da parte di Fiorentini. 

Nelle sue domande la difesa dell'unico imputato, per omicidio volontario - il senegalese Cheik Diaw - ha voluto soffermarsi anche su questo particolare dell'azione di Fiorentini nella casa: cioè se avesse messo le mani intorno al collo di Ashley. 

Un aspetto importante, per la difesa, rispetto al ritrovamento di Dna di Fiorentini sul collo e sui capelli della donna. In quei momenti "non le mise mai le mani intorno al collo", ha risposto la proprietaria dell'immobile.

All'avvocato della famiglia Olsen, Michele Capecchi, la proprietaria ha però risposto a un'altra domanda, dicendo che Fiorentini pose "mani intorno alla faccia", "vicino al naso" della vittima "per praticare la respirazione bocca a bocca". 

Sempre dalla testimone è emerso che quando entrò nella casa insieme al Fiorentini "nell'appartamento c'era luce perché gli scuri delle persiane erano aperti". 

Un ricordo che cozzerebbe con i racconti del padre e di un amico riguardo al fatto che il giorno prima avevano notato gli stessi scuri tenuti chiusi. Nell'udienza odierna è tornato anche il tema di messaggi su Facebook transitati dal cellulare di Fiorentini: ma la polizia postale non ha potuto localizzare quale cella telefonica agganciò l'apparecchio mobile mentre riceveva traffico.


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