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Cronaca lunedì 16 gennaio 2023 ore 10:13

Arrestato Messina Denaro, condannato per la strage

Il boss di Cosa nostra, latitante da 30 anni, Matteo Messina Denaro è stato condannato all'ergastolo per la strage dei Georgofili del 27 Maggio 1993



FIRENZE — L'Italia si è svegliata con la notizia dell'arresto del boss Matteo Messina Denaro, latitante da 30 anni, arrestato all'interno di una clinica privata di Palermo con un blitz coordinato dal procura come reso noto dal comandante del Ros dei carabinieri Pasquale Angelosanto dopo l'operazione.

La notizia è immediatamente rimbalzata in tutto il Paese, compresa la Toscana e Firenze in particolare legata alla strage dei Georgofili, ed agli anni neri degli attentati allo Stato.

Nel 2002 Matteo Messina Denaro è stato condannato all'ergastolo per la strage dei Georgofili. Bernardo Provenzano all'epoca latitante sarebbe stato arrestato nel 2006 mentre Messina Denarodopo l'arresto di Provenzano, è diventato il capo di Cosa nostra ed il latitante più famoso d'Italia, fino ad oggi.

La strage dei Georgofili

Nella notte tra il 26 ed il 27 Maggio un Fiorino imbottito di tritolo esplode tra via Lambertesca, l'Accademia dei Georgofili e gli Uffizi uccidendo 5 persone: Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, lei custode dell’Accademia dei Georgofili e lui ispettore dei vigili urbani, le loro figlie Nadia  di 9 anni e Caterina di appena 2 mesi e Dario Capolicchio, giovane universitario di Sarzana a Firenze per studio.

Le stragi degli anni '90

A Marzo del 1992 viene ucciso il parlamentare europeo ed ex sindaco di Palermo, Salvo Lima. A Maggio a Capaci muoiono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. A Luglio in via d'Amelio muore il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Casentino e Claudio Traina. A Novembre nel Giardino di Boboli a Firenze viene fatto ritrovare un proiettile avvolto in un sacchetto per rifiuti. A Maggio un'autobomba esplode a Roma in via Fauro ai Parioli, il giornalista Maurizio Costanzo rimane illeso ma i feriti sono 24. Il 27 Maggio a Firenze un fiorino esplode sotto la Torre dei Pulci, sede dell'Accademia dei Georgofili e muoiono cinque persone, i feriti sono 41, la Torre del Pulci viene distrutta e gli Uffizi subiscono ingenti danni. A Luglio altre bombe esplodono alla Basilica di San Giovanni Laterano a Roma e in via Palestro a Milano, muoiono un vigile urbano, due vigili del fuoco e un passante, i feriti sono 12. Dopo poche ore un'altra vettura esplode alla chiesa di San Giorgio al Velabro, a Roma, i feriti sono 20.

Il processo

Un pool di magistrati fiorentini coordinato da Pier Luigi Vigna e Francesco Fleury, indaga sull'attentato dei Georgofili: Gabriele Chelazzi, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini. 

Il processo inizia il 12 Novembre 1996 e la sentenza di primo grado del 6 Giugno 1998 emette 14 ergastoli. Nel 2000 c'è la sentenza stralcio relativa a Riina, Graviano e altri, con due ergastoli. Nel 2002 la Cassazione conferma 15 ergastoli. 

Tra i condannati ci sono Bernardo Provenzano all'epoca latitante, ed arrestato nel 2006 e Matteo Messina Denaro dopo l'arresto di Provenzano, il capo di Cosa nostra e latitante, fino ad oggi.

Nel 2009 il procuratore Giuseppe Quattrocchi chiede la riapertura della inchiesta sui mandanti prendendo spunto dalle rivelazioni di Gaspare Spatuzza. A Ottobre 2011 il boss mafioso Francesco Tagliavia viene condannato all'ergastolo per tutte le stragi del '93 di Roma, Firenze e Milano. A Maggio 2013 si apre l'ennesimo processo sulla "trattativa".


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