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Attualità mercoledì 04 dicembre 2019 ore 12:05

A Careggi uno studio su stress nel post ricovero

Si tratta di una ricerca internazionale realizzata per ridurre lo stress accusato dai parenti dei pazienti che sono stati ricoverati in rianimazione



FIRENZE — Nel 70 per cento dei casi i familiari di pazienti ricoverati in rianimazione presentano condizioni di stress psicologico anche a distanza di tre mesi dalla dimissione del paziente, questo è emerso da uno studio effettuato anche presso l'ospedale di Careggi.

In particolare, il 67 per cento accusa sintomi di ansia e il 56 per cento mostra segni evidenti di depressione. Gran parte di questi disturbi, che finiscono per influenzare la qualità di vita, si manifestano come incubi notturni, attacchi di panico, sensi di colpa e alterazioni della sensibilità emotiva. Il problema è stato affrontato in uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Critical Care Medicine che ha visto la partecipazione della Brown University di Providence nel Rhode Island, della Rush University di Chicago e dall’Azienda ospedaliero - universitaria Careggi di Firenze.

Il principale obiettivo dello studio è stato quello di verificare la fattibilità e l’efficacia di una serie di interventi, definiti “Rituali di cura per il familiare”, che lo vedono attivamente coinvolto nella cura del proprio caro. In particolare è stato valutato l’effetto sulla comparsa di sintomi correlati allo stress dimostrandone una significativa riduzione. La ricerca è stata svolta dal Dr. Gianluca Villa, in collaborazione con i colleghi americani Tim Amass, Mitchell Levy e Sean OMahony, a Careggi nella Terapia Intensiva del San Luca Nuovo, diretta dal Prof. Raffaele De Gaudio e dal Prof. Stefano Romagnoli, e resa possibile grazie al sostegno economico fornito dalla James M Cox Foundation e dalla Philip and Irene Toll Gage Foundation di Atlanta (USA).

In concreto i “Rituali di cura per il familiare” si attuano con varie modalità di coinvolgimento dei parenti nelle attività assistenziali e nel contatto con il congiunto assistito in rianimazione, per valorizzare il legame emotivo ed elaborare attivamente lo stress del ricovero, ad esempio: fornire al paziente la sua musica preferita tramite auricolari o registrazioni audio/video inerenti i momenti più significativi della sua vita; massaggiare e applicare lozioni sul corpo, rinfrescare periodicamente il cuscino o fornire cuscini o coperte supplementari portate da casa; applicare garze umide fresche sulla labbra, sugli occhi e sulla fronte; adornare la camera di degenza con oggetti personali, fotografie, quadri, simboli religiosi.



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