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domenica 22 settembre 2019

Attualità martedì 25 giugno 2019 ore 15:57

A 93 anni al pronto soccorso con il kit anti afa

Per le prossime 48 ore di allerta meteo, in caso di aumento degli accessi, potrà essere attuato il piano di gestione aziendale per iperafflusso



FIRENZE — Una signora di 93 anni di Firenze, stamattina si è presentata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio, munita di kit anti afa: bottiglietta d'acqua, occhiali da sole e cellulare “mi serve per le chiamate urgenti, nel caso mi sentissi male” ha spiegato ai sanitari che adesso rilanciano l'episodio per ricordare cosa occorre portarsi dietro per evitare rischi durante la prossima ondata di calore prevista tra stasera e domani.

“Ormai è sempre più frequente - racconta Gianfranco Giannasi, direttore del DEA - che gli anziani adottino comportamenti adeguati per difendersi dal caldo, a dimostrazione che le campagne informative sanitarie, insistentemente divulgate in questi anni, funzionano”.

Il monitoraggio giornaliero degli accessi in questi primi giorni di ondate di calore nell’area fiorentina è il seguente: al Santa Maria Nuova 100 (di cui 7 ricoverati e 87 inviati a domicilio), al San Giovanni di Dio 159 (di cui 19 ricoverati e 119 inviati a domicilio), al Santa Maria Annunziata 104 (di cui 20 ricoverati e 74 inviati a domicilio), al Serristori 51 (di cui 8 ricoverati e 35 inviati a domicilio) e infine a Borgo San Lorenzo 60 (di cui 7 ricoverati e 45 inviati a domicilio).

“Per il momento non si registrano aumenti significativi - precisa Giannasi, ora anche direttore dell’area aziendale medicina d’urgenza - tuttavia le eventuali criticità potranno essere affrontate con interventi a carattere straordinario. In caso di rilevante accesso di pazienti ai pronto soccorso potranno essere messe in atto, progressivamente, le azioni previste dal piano di gestione aziendale per iperafflusso. Le soluzioni organizzative vanno dal reperimento di risorse aggiuntive di personale (per esempio per improvvise e impreviste assenze per malattia e infortunio) con progetti di attività aggiuntiva, pronta disponibilità, eventuali assunzioni "a tempo" e, in caso di indisponibilità delle stesse, ricorrendo anche a società di lavoro interinale". Dopo 18 ore di attesa per un posto letto in pronto soccorso viene attivato il piano di iperafflusso che, secondo le indicazioni regionali, varia per ciascun ospedale in base al numero dei posti letto e al numero degli accessi al pronto soccorso.

"Dal prossimo 1 luglio i 150 i medici che hanno superato la prova saranno inseriti nel sistema di emergenza territoriale (118) e ospedaliero, per iniziare il percorso formativo della durata di due anni (300 ore). Il percorso di apprendimento sarà sul campo e basato su un tutoraggio individuale con l’obiettivo di inserire i nuovi medici nei dipartimenti di emergenza e urgenza. Da parte loro c’è molto entusiasmo ed aspettativa – ha reso noto il direttore dell’area aziendale medicina d’urgenza- si tratta di giovani medici tutti motivati e preparati. Il percorso formativo prevede simulazioni di casi clinici con corsi specifici che vanno dalla gestione del trauma, dell’ictus e della patologia cardiovascolare alla rianimazione, con numerose lezioni sulle patologie più frequenti. Il percorso formativo metterà in grado i medici di operare nei pronto soccorso e nelle centrali operative 118". 



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