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Attualità giovedì 12 febbraio 2015 ore 13:52

Da Renzi a Sanremo, l'ex assessore è star sul web

Massimo Mattei commenta in diretta su Facebook la kermesse canora. E i suoi giudizi (tra ironia, estetica e Pd) sono subito diventati un "cult"



FIRENZE — "Moreno chiuse la festa nazionale dell'Unità lo scorso anno. Trent'anni fa la chiudevano Dalla e De Gregori e si perdeva. Ora lui, e il PD è al 40%. Rifletto".

Manca poco alla mezzanotte, ma in calce a questo post comparso ieri sera su Facebook i "likes" e i commenti arrivano ben presto a decine.

L'autore è Massimo Mattei, ex assessore alla mobilità nella giunta comunale di Matteo Renzi dimessosi ufficialmente per motivi di salute nel giugno del 2013 (non senza qualche amarezza), ex giovane militante della Fgci, la federazione dei giovani comunisti, e ora "semplice" militante e attivista del Pd e tornato al suo ruolo originario di dirigente di cooperative.

Storia personale a parte, Mattei (da sempre molto attivo su Facebook) in questi ultimi giorni ha dato il meglio di sé come "giudice" spietato e ironico delle performance sanremesi, premesse dalla sua personale classifica della storia del Festival in cui ha incoronato al numero uno Vita Spericolata di Vasco Rossi del 1983.

"L'unica cosa che mi interessa di Sanremo sono i commenti di Massimo Mattei non c'è neanche bisogno che lo guardi, è come esserci" ha sintetizzato una sua amica in bacheca.

Il motivo? Ogni suo intervento (più o meno al ritmo di ogni canzone o ospitata) ha generato decine e decine di commenti e di apprezzamenti. Mischiando insieme gusti canori, canoni estetici e un pizzico di politica.

E così dall'apparizione di Charleze Theron ("Lei la sera si addormenta accanto a Sean Penn. La Tatangelo accanto a Gigi D'Alessio. Ecco") a quella di Albano e Romina ("Comunque la Lecciso sta a Romina Power come Cecina sta a Saint Tropez...") è passato alla stroncatura del comico napoletano Alessandro Siani ("Se questo sta altri due minuti sul palco voto Salvini") o del livornese Enrico Nigiotti ("Piero Ciampi, Nada, Bobo Rondelli. Adesso Nigiotti. Ho capito perché si è perso a Livorno") fino alla chicca del commento alla comparsa di Tiziano Ferro collegata alla nuova leadership renziana del partito ("Rosso relativo sarà il nuovo inno del PD") o al giudizio, non proprio canoro, su Alex Britti ("Britti sta con Luisa Corna. Già questo gli vale un 7 di stima").

E ancora riferimenti a Firenze ("La periferia porta a grandi ispirazioni, Kaligola dixit. A me davanti alla Mercafir entra il giramento di palle. Sarà") o all'autoironia ("Siani che parla di Pino Daniele è credibile come se io parlassi di castità" o "Ti rendi conto di essere invecchiato quando non sai nemmeno chi sia un ospite di Sanremo") fino al riassunto finale (forse un pizzico campanilistico) con cui ha chiuso la seconda serata: "Compagni e amici vado a dormire. Con nelle orecchie un Masini sorprendente, una fascinosa Grandi, ed un triste Raf. Con negli occhi la spagnola ed il suo "viiibbbraaannteeee". Le poppe di Arisa, ed il vestito di Emma. Carlo Conti bravo. Comici che anche stasera non fanno ridere. Ma forse sono soltanto vecchio".

E già gli amici si pregustano il resto. Perché anche questo, in fondo, è un modo per rendere speciale (e sicuramente originale) la tradizione di Sanremo.



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