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venerdì 17 agosto 2018

Attualità venerdì 12 febbraio 2016 ore 17:56

La crisi del volontariato fiorentino

Nuova ricerca del Cesvot: calano le donazioni dal basso, crescenti difficoltà nelle raccolte fondi, quasi azzerati i finanziamenti dagli enti pubblici



FIRENZE — Il volontariato fiorentino è in sofferenza e lo evidenzia la ricerca promossa dal Cesvot intitolata Oltre la crisi. Identità e bisogni del volontariato in Toscana.

A causa della crisi economica, il 70 per cento delle associazioni denuncia effetti congiunturali negativi, con un netto calo di diminuzione dei fondi nel 34 per cento dei casi, sia dal pubblico che dal privato e dalle donazioni. 

Le difficoltà più elevate si denotano nel settore del volontariato internazionale, a pesare è la percezione della distanza geografica nei soldi investiti da aziende o istituzioni che propendono maggiormente verso progetti incentrati sul territorio. Tutto questo è evidente nelle convenzioni con le istituzioni pubbliche: il 72 per cento delle associazioni nate negli ultimi 10 anni non è riuscito a stipulare convenzioni con gli enti pubblici.

Ma come si finanziano le associazioni fiorentine? Il 44 per cento si autofinanzia e lamenta, soprattutto negli ultimi dieci anni, un drastico calo delle donazioni e della partecipazione nella raccolta fondi. Il 23 per cento si finanzia grazie a fondi provenienti da privati, mentre il 21 per cento si finanzia attraverso fondi pubblici.

Complessivamente, a Firenze e provincia ci sono 650 associazioni. La maggior parte di queste opera nel campo del sociale (39 per cento), seguono quelle in ambito sanitario (20 per cento), culturale (8 per cento). 

La maggior parte è stata fondata prima del 1994 (42 per cento), mentre soltanto un 10 per cento dal 2010 ad oggi, segno evidente della crisi e della difficoltà a impegnarsi nelle spese economiche di gestione.

Con la crisi muta e si accresce l’area dei bisogni per le associazioni. Per migliorare la vita associativa, si chiede di favorire l'accoglienza e il tutoraggio verso i nuovi volontari, da correlare all'esigenza di ampliare alla collettività tutta una cultura della solidarietà. È un bisogno dichiarato dal 37,3 per cento delle grandi associazioni, e particolarmente nei settori ambientale, protezione civile e sociale. Le emergenze si legano alla necessità di risorse - economiche, umane e logistiche (queste, soprattutto per la protezione civile) - sia per migliorare la propria presenza che l’offerta di servizi.

“Dato rilevante – ha detto Ivana Ceccherini, presidente delegazione Cesvot di Firenze - è la richiesta dei servizi al Cesvot, con l’indicazione precisa, da parte delle associazioni, di rivestire un ruolo di coordinamento e di attivatore di un network di collaborazione tra le associazioni per migliorare il “prodotto” finale dei servizi offerti, come strumento idoneo ad aiutare a superare la crisi. Un altro dato interessante – ha aggiunto - si trova nella esplicazione dei bisogni delle associazioni: per migliorare la propria presenza chiedono maggiore visibilità mentre per migliorare i servizi alla comunità occorrono più risorse economiche con la formazione del personale che rimane l’obiettivo prioritario”.

La delegazione Cesvot di Firenze nei prossimi mesi ha organizzato tre incontri con le associazioni del territorio della provincia fiorentina all'interno dell'iniziativa "Cesvot vicino a te" per comprendere le necessità e i bisogni delle associazioni e mettere a disposizione i propri servizi. Gli appuntamenti sono i seguenti:



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