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Attualità martedì 28 luglio 2015 ore 10:50

Assolti da stupro, Firenze scende in piazza

"La libertà è la nostra fortezza": questo il titolo della manifestazione organizzata per questa sera alle 21 alla Fortezza da Basso



FIRENZE — La manifestazione, che si aprirà in piazza Bambine e Bambini di Beslan, è promossa da Unite in Rete  ed ha ricevuto numerose adesioni dalla galassia di organizzazioni, sia di base che istituzionali, che a vario titolo sono sensibili al tema della violenza di genere, così come da tantissimi cittadini. 

Il motivo della manifestazione è la sentenza emessa dalla Corte di appello di Firenze in merito gli eventi avvenuti a Firenze fra la Fortezza da Basso e lo Strizzi Garden nell’estate del 2008, quando sei giovani uomini stuprarono una loro coetanea. Secondo la sentenza non si trattò affatto di stupro, la ragazza era consenziente ed avrebbe successivamente sporto denuncia per censurare un episodio della sua vita in cui non si riconosceva. 

La sentenza ha fatto scoppiare il caso, e le reazioni non hanno tardato a manifestarsi: significativa è stata la lettera della diretta interessata, che si firma "la ragazza della Fortezza",  pubblicata da vari blog, ma anche da siti come Repubblica e Vanity Fair

Questa sera l'appuntamento è per le 21 nel luogo in cui questa storia è cominciata. I megafoni grideranno “La libertà è la nostra fortezza” e consegneranno all’aria messaggi a sostegno della ragazza e di tutte le donne, perché nessuna si senta sola e giudicata

"Questa sentenza ha leso l’autodeterminazione di tutte le donne -  affermano le associazioni promotrici, tra le quali Unite in rete, Artemisia, Azione gay e lesbica e Cgil Firenze e Toscana - perché è stato messo in atto un processo alla ragazza e alla sua vita. La manifestazione di questa sera sarà un modo per riprendersi simbolicamente un luogo di Firenze ritenuto protagonista di una duplice lesione dei diritti umani, e per chiedere pubblicamente spiegazioni sulla sentenza considerata inaccettabile e sul mancato ricorso in Cassazione deciso dalla procura generale. Non vogliamo essere giudicate per come ci vestiamo - concludono le organizzatrici - per il nostro orientamento sessuale e i nostri comportamenti".

Intanto in rete si trovano foto di sindacalisti e sindacaliste, di donne e uomini comuni,  che espongono cartelli con scritto “Il mio vestito non è una scusa, la tua violenza non fa di te un uomo”, con l'hashtag #nessunascusa.

Per questa sera gli organizzatori invitano a preparare cartelli e striscioni con le parole del testo e a portare una pila.


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