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Attualità venerdì 11 novembre 2022 ore 14:24

Aeroporti Firenze e Pisa, due ali e un solo motore

Ruolo strategico per entrambi gli scali toscani, tiene banco il dibattito innescato dal Piano Enac che riconosce complementarietà ma con distinguo



FIRENZE — La Toscana ha due aeroporti che svolgono attività complementari da un punto di vista commerciale ma il Vespucci di Firenze è considerato uno scalo strategico ed il Galilei di Pisa no, questo secondo la bozza del Piano Enac che ha innescato l'ennesimo dibattito sul traffico aereo regionale.

Oltre al quadro economico, che per offerta di voli e tipologia di passeggeri sembrerebbe mostrare Firenze e Pisa complementari, preoccupa l'aspetto infrastrutturale, da anni irrisolto.

Il dibattito pubblico sul progetto di ampliamento dell'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze è stato illustrato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani con l’assessore alle infrastrutture e trasporti Stefano Baccelli, il sindaco della Città metropolitana Dario Nardella, Caterina Cittadino presidente commissione nazionale del Dibattito Pubblico, Claudio Eminente, direttore centrale programmazione economica e sviluppo infrastrutture Enac, Lorenzo Tenerani, direttore ambiente e infrastrutture e direttore tecnico Toscana Aeroporti, Alberto Cena, coordinatore del dibattito pubblico.

 Il potenziale sviluppo dello scalo di Firenze è da tempo considerato come un investimento rispetto allo scalo di Pisa ma l'ampliamento del Vespucci potrebbe attrarre vettori e servizi sul capoluogo impoverendo il Galilei. Le città sono unite da un percorso ferroviario, al netto di Pisa Mover, Stazioni dell'Alta Velocità e Firenze Mover, che non viene però considerato un valore aggiunto ma un ostacolo.

Una recente mozione del Consiglio regionale votata dal Pd e dalla destra chiede al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, di attuare opportune iniziative nei confronti di Ministero e Enac per mantenere la classificazione di entrambi gli scali toscani tra quelli di particolare rilevanza strategica. Può bastare?

Tra le voci più agguerrite sul tema c'è il Movimento 5 Stelle, stamani ai cancelli del Parking Goletta Pisa Mover con la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Toscana Irene Galletti e i consiglieri comunali pisani Gabriele Amore e Alessandro Tolaini "Chiediamo pubblicamente a Giani di rendere noto a tutti i consiglieri regionali ogni scambio che verrà fatto tra Regione Toscana, Ministero delle infrastrutture ed Enac per difendere la strategicità di Pisa prima della scadenza prevista del 22 Novembre“.

Secondo la ricostruzione della Capogruppo regionale Irene Galletti “La normativa nazionale va ad impostare come sistema aeroportuale di particolare rilevanza strategica l’asse Pisa-Firenze, questo dice attualmente la legge e il Piano Enac in vigore. Ma nella nuova bozza del Piano si riconosce una diversità tra i due aeroporti del sistema, individuando nella natura ibrida civile-militare dello scalo di Pisa una problematica cogente per una futura espansione. Da questo presupposto risulterebbe, nel nuovo documento, che lo scalo di Firenze può rappresentare altresì una migliore opportunità di investimento, perché scevro da vincoli che ne impedirebbero nel breve-medio periodo l’espansione, da qui la motivazione per cui nel testo emerge come strategico lo scalo di Firenze e non quello pisano. Per essere maggiormente chiari Enac nel suo nuovo piano supera l’attuale normativa dimenticandosi di una serie elementi per supportare la tesi della strategicità esclusiva di Firenze: dimentica che tra Pisa e Firenze c’è un collegamento ferroviario diretto che potrebbe essere sviluppato ulteriormente, dimentica quanto previsto dal DPR nr. 201 del 2015 ovvero che l’asse aeroportuale Pisa-Firenze deve essere inteso come gestione unica, dimentica inoltre che c’è un contratto tra Rfi e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevede, con un recente innesto normativo nell’ottica dei principi del Pnrr, che sia data prevalenza all’intermodalità. Premesso tutto questo si evince che c’è una chiara intenzione di andare in direzione di uno sviluppo esclusivo di Firenze. C’è una particolare volontà politica che ha voluto spingere in questa direzione?”.


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