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Arte lunedì 23 maggio 2016 ore 15:18

Winckelmann, Firenze e gli Etruschi

La mostra al Museo Archeologico apre le celebrazioni previste in tutta Europa per il trecentesimo anno della nascita di Johann Joachim Winckelmann



FIRENZE — Ha ricevuto anche l'omaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la mostra che verrà inaugurata il 26 maggio e sarà preceduta da una presentazione nell'aula magna dell’Università, tenuta dagli ideatori dell’iniziativa: Maria Fancelli, Giovannangelo Camporeale e Max Kunze, mentre il direttore del Museo Archeologico, Mario Iozzo, introdurrà l’esposizione. 

Sarà questa l’occasione per ripensare il ruolo di Winckelmann come fondatore della moderna archeologia e iniziatore di una nuova concezione estetica, venuta fuori nei periodi in cui l'archeologo soggiornò a Roma prima e a Firenze poi.

Le tre sezioni della mostra mettono a fuoco proprio questo significativo momento dell’attività di Winckelmann, ovvero la Firenze con cui venne in contatto e le opere antiche che vi prese in esame, il suo contributo alla conoscenza dell’arte etrusca e infine i riflessi che i suoi studi ebbero nella diffusione del mito degli etruschi nella cultura europea fra sette e ottocento.

Nel salone del Nicchio del Museo Archeologico e in 14 vetrine saranno esposti più di 100 pezzi: vasi greci e etruschi, manoscritti e libri rari, statue in marmo e in bronzo, stampe e dipinti, urne e sculture etrusche, gemme e medaglie. Altri capolavori della statuaria etrusca collegati alla Mostra (la Chimera e la Minerva di Arezzo, l’Idolino di Pesaro), saranno visibili nelle sale dello stesso Museo. Fra le rarità troviamo i calchi della raccolta completa delle Gemme Stosch dal Museo di Stendal; la cosiddetta Ballerina, una statua romana della collezione Riccardi finora mai uscita dalla sua sede; il taccuino manoscritto di Winckelmann conservato a Firenze; un servito della manifattura di Doccia ispirato a motivi etruschi; la prima e finora unica edizione dell’opera omnia di Winckelmann stampata a Prato nel 1830-1834.



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