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Attualità giovedì 23 luglio 2015 ore 19:21

Peretola 2020, il masterplan così non basta

La commissione ministeriale ha chiesto a Enac di integrare il progetto di sviluppo dello scalo. C'è da risolvere il conflitto con il Pit regionale



FIRENZE — Entro 45 giorni Toscana Aeroporti e Enac dovranno presentare alcune integrazioni al Masterplan per lo sviluppo dell'aeroporto di Firenze per ottenere il via libera definitivo dalla commissione tecnica ministeriale. 

Non si tratta di integrazioni di poco conto. La commissione, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, vuole infatti capire in che modo si provvederà alla "risoluzione delle incongruenze con le previsioni del Pit (Piano di indirizzo territoriale) della Regione Toscana", che prevedeva per Peretola una pista da 2000 metri e non da 2400.

Non solo. "Non si esplicita in modo chiaro - secondo la commissione - la coerenza e le correlazioni delle opere idrauliche previste dal masterplan, con i progetti previsti dal altre pianificazioni e pianificazioni sullo stesso territorio". Il che significa che non è stato studiato l'impatto congiunto sulla zona del nuovo aeroporto e dell'inceneritore di Case Passerini.

Altro punto cruciale, quello della deviazione del fosso reale. La commissione chiede "di dettagliare in maniera più esaustiva le soluzioni progettuali di tutti gli interventi idraulici e la metodologia di scelta di una soluzione rispetto all'altra, come ad esempio la deviazione dle fosso reale o come superare l'interferenza con la'autostrada A11".

I tecnici chiedono anche di simulare l'impatto sull'ambiente non solo del traffico medio, ma delle punte massime che il nuovo scalo potrà accogliere nel 2020, e non solo alle attuali condizioni meteo, ma facendo elaborazioni puntuali da qui a 10 anni. 

Altro capitolo, quello dell'inquinamento acustico: la commissione chiede maggiori informazioni "con la nuova traettoria di decollo, anche in riferimento alle specie animali presenti nelle aree naturali protette".

"Il proponente - concludono infine i tecnici del ministero - dovrà provvedere a sviluppare uno studio di valutazione di incidenza ambientale al fine di dimostrare la compatibilità del progetto con le finalità conservative dei singoli siti e del sistema ambientale, caso per caso".



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