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Attualità venerdì 13 novembre 2020 ore 09:47

Covid, il Meyer dà il via al tampone fai da te

È un kit che può essere autosomministrato, senza bisogno di personale sanitario, e solo nel naso. Conclusa con successo la prima fase sperimentale



FIRENZE — Un tampone nasale per la diagnosi del Covid-19 che può essere effettuato da soli, si chiama “Uffa!” ed è stato inventato nel laboratorio di Immunologia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Nel realizzare questo kit, che ha già superato con successo la prima fase dello studio, i ricercatori del Meyer hanno voluto perseguire un duplice obiettivo: limitare il tampone al solo naso, a tutto vantaggio del comfort dei pazienti (pensiamo, ad esempio, a un bambino piccolo che deve ripeterlo periodicamente) e fare in modo che potesse essere autosomministrato, senza l’impiego di personale sanitario. 

Studi recenti, infatti, hanno dimostrato che in questo modo la procedura di esecuzione del tampone può essere significativamente snellita, con la medesima efficacia. Lo studio “Uffa!”, approvato con parere del Comitato Etico Pediatrico Regionale è stato avviato il 6 ottobre 2020 e si è appena conclusa la prima fase.

L’idea è nata con l’intento iniziale di trovare un sistema efficiente, rapido e attendibile per testare gli operatori sanitari del Meyer e quindi, a cascata, proteggere i piccoli pazienti che loro assistono. Il kit “Uffa!” è semplicissimo da usare e completamente indolore: basta inserire il bastoncino con la punta di cotone prima in una narice e poi nell’altra, poi chiuderlo in una provetta che verrà successivamente analizzata.

In questa prima fase è stato proposto l’arruolamento nello studio e quindi l’esecuzione dell’auto-tampone agli operatori (sanitari e non) che si sono sottoposti - come di routine al Meyer in questi mesi - al prelievo del sangue per la sorveglianza test anticorpi Sars-Cov-2 (il “sierologico”). 

"Da lunedì prossimo “Uffa!” diventerà pratica corrente e strutturata dell’ospedale Meyer e verrà utilizzato come test di screening periodico su tutti gli operatori (circa 1500) – annuncia il direttore generale del Meyer, Alberto Zanobini – Proteggere gli operatori per noi significa proteggere i bambini. Ma gli scenari che l’autosomministrazione del tampone può aprire dal punto di vista dell’impatto sull’organizzazione sanitaria sono imprevedibili. Potrebbe essere una fondamentale soluzione al problema del sovraffollamento dei centri tamponi, siano essi nelle strutture sanitarie o nei drive-through. Siamo contenti di aver dato, come Meyer, un input alla ricerca in questa direzione”.

Il Meyer ha realizzato un tutorial e istruzioni scritte per guidarli nella corretta esecuzione. Dal 06/10/2020 al 09/11/2020 sono stati effettuati 803 tamponi autosomministrati da operatori Meyer. Nello stesso periodo sono stati effettuati, sia su operatori che su pazienti, 1016 tamponi rino-faringei “classici” ad opera di operatori sanitari. Nessun tampone è risultato non valido, né nel gruppo autosomministrato, né nel gruppo eseguito dagli operatori. Nell’ambito dei tamponi autosomministrati sono stati evidenziati 10 tamponi positivi (10/803, incidenza 1.25%). I 10 tamponi effettuati erano relativi a 8 soggetti asintomatici e due sintomatici. Nessuno è risultato falso positivo. Nell’ambito dei tamponi somministrati da operatori ne sono stati evidenziati 12 positivi (12/1016, incidenza 1.18%). I valori del controllo interno (CT) dei campioni analizzati, sia autosomministrati che somministrati da operatori sono compresi tra 16 e 38, entrambi i gruppi hanno una media di 23. Questo ha provato che i tamponi autosomministrati sono adeguati quanto quelli effettuati da operatori sanitari. I primi risultati dimostrano dunque la completa sovrapponibilità delle due metodiche di somministrazione e la sostanziale equivalenza dal punto di vista diagnostico.


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