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Attualità giovedì 26 gennaio 2023 ore 20:00

Referendum Salviamo Firenze, depositati i quesiti

Trasformazione urbanistica e usi temporanei a fini ricettive e turistici sono tra i quesiti del referendum comunale sull'urbanistica fiorentina



FIRENZE — Sono stati depositati oggi a Palazzo Vecchio i quesiti referendari della campagna "Salviamo Firenze", che sabato scorso in piazza de' Ciompi ha raccolto quasi 600 firme.

Al centro dei quesiti il costo degli affitti e degli immobili definito "insostenibile e le nuove costruzioni "dalle Torre di Novoli, all’ex teatro comunale, alla Manifattura "rivolte esclusivamente a una clientela con ampie disponibilità economiche", ci sono poi gli studenti universitari che "non riescono a trovare una sistemazione dignitosa in città".

“Chiediamo all’amministrazione comunale ed al Consiglio Comunale di procedere velocemente sull’iter che ci porterà alla fase successiva - ha detto Massimo Torelli, tra i promotori dell'iniziativa - quella che porterà al via libera per la raccolta delle 10.000 firme previste dal regolamento, da raccogliere in quattro mesi. Confidiamo che il Consiglio Comunale indichi al più presto i tre esperti che dovranno fare la prima valutazione giuridica dei quesiti".

Per Fulvio Cervini, docente di Storia dell'arte medioevale e Tutela dei Beni Culturali all'Università di Firenze "tutta la comunità d Firenze deve ricominciare ad essere protagonista delle scelte che la riguardano in prima persona, Firenze è una di quella città dove ogni minimo intervento urbanistico va a incidere su tutti gli aspetti della vita associata, anche e soprattutto sulla conservazione di un patrimonio estremamente delicato, unico al mondo, che è tale proprio perché storicamente è il frutto di scelte condivise che devono tornare ad essere prese nell'interesse della collettività". 

Secondo Alessandro Garaffi, studente di Science Politiche all'Università di Firenze "come studenti stiamo vedendo il continuo declino dei servizi e soprattutto delle residenze, e anche il fatto che le Università stesse sono state spostate dal centro alle periferie, così come le residenze stesse, mentre invece notiamo che in centro nascono sempre nuovi studentati privati inaccessibili alla maggior parte degli studenti che dovrebbero avere il diritto ad esenzioni per ISEE, comunque per motivi di reddito".

"Leggiamo di annunci roboanti, ma i fatti sono questi e come si dice le chiacchiere stanno a zero - chiarisce Torelli - Ribadiamo: servono fatti e una svolta decisa, alle richieste e delle pressioni crescenti da parte degli investitori che si stanno progressivamente comprando la nostra città, la risposta dell'amministrazione dovrebbe essere no, grazie. Così, ad oggi, non è e per questo crediamo sia importante dare la parola ai cittadini".

La campagna informativa e di ascolto della cittadinanza partirà il prossimo sabato 28 Gennaio dalle 10 alle 13 con un gazebo in Piazza Santo Spirito a Firenze.

La segreteria generale ha ricevuto i quesiti proposti e centinaia di firme, ne bastavano 100

Dmitrij Palagi e Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune e Roberto De Blasi e Lorenzo Masi - Movimento 5 Stelle "Oggi abbiamo partecipato alla conferenza stampa convocata dalle realtà cittadine promotrici dei due quesiti referendari su cui nella sola giornata del 14 gennaio 2023 sono state raccolte centinaia di firme. Lo abbiamo fatto perché volentieri abbiamo dato la nostra disponibilità ad autenticarle. Ma non si tratta di una mobilitazione nostra: è a disposizione di tutta la città. Le testimonianze delle realtà studentesche raccontate in questa occasione narrano di come la residenza temporanea sognata dal nostro sindaco non abbia gli stessi bisogni di chi vuole costruire la propria vita, o una parte della propria esistenza, sul territorio urbano fiorentino. Il nuovo piano operativo non risponde alle questioni sollevate dalla campagna "Salviamo Firenze": si propone che gli studentati non possano fare turistico-ricettivo per 60 giorni (ora sono 90, ma dal 2024 dovrebbero scendere di un terzo) e che ci siano maggiori vincoli per gli immobili pubblici, da tutelare nelle loro funzioni (basta ricordarsi quanto fosse importante il tema degli spazi nei primi anni di pandemia SARS-CoV-2)".

"Chiediamo a tutti gli altri gruppi, di maggioranza e di opposizione, di entrare nel merito dei quesiti e unirsi al sostegno da dare al nascente comitato promotore" hanno concluso i consiglieri.


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