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Attualità mercoledì 09 settembre 2015 ore 18:43

Nardella striglia i sindacati della scuola

Il sindaco di Firenze definisce "inaudito" il fatto che gli insegnanti si riuniscano in assemblea alla ripresa delle lezioni: "E' un autogol"



FIRENZE — "I sindacati evidentemente non hanno davvero a cuore la suola". Parole durissime quelle scelte da Dario Nardella all'indomani della decisione presa dai sindacati di confermare l'assemblea indetta per le prime 4 ore di lezione il 15 settembre. Assemblea che si svolgerà all'Obi Hall e che provocherà la chiusura di numerosi istituti, proprio nel giorno del suono della prima campanella.

"La Costituzione dice 'la scuola è aperta a tutti' - ha sottolineato il sindaco - e alcuni dirigenti sindacali invece la chiudono. Noi viviamo in un Paese che vive al contrario: praticamente l'inizio dell'anno scolastico lo decidono alcuni dirigenti sindacali. Alla fine gli unici che ci rimettono sono i nostri studenti. Trovo che questo sia veramente assurdo e inaudito. Se andiamo avanti di questo passo i dirigenti sindacali decideranno anche quando dobbiamo andare a lavorare tutti quanti noi, con quale orario e tutto quanto. Io trovo che sia assolutamente sbagliato. I sindacati, in questo modo, non accettano e non raccolgono la sfida del loro rinnovamento, ma praticano vecchi metodi per problemi nuovi".

Una condanna senza appello quella di Nardella, che in un anno da sindaco  si è già scontrato con i sindacati in altre due occasione. La prima a Pasqua, quando Cgil Cisl e Uil proclamarono una mobilitazione in tutti i musei statali fiorentini. Questo avrebbe portato alla chiusura, tra gli altri, degli Uffizi in un giorno di grande flusso turistico. Alla fine il ministero dei Beni culturali era riuscito a scongiurare la serrata, non prima però che la Commissione di garanzia definisse lo sciopero illegittimo e che Nardella minacciasse, invano, di precettare i dipendenti dei musei.

Il secondo scontro ha avuto come sfondo il Maggio Musicale e questa volta lo sciopero è andato in scena regolarmente. Ad incrociare le braccia in quel caso era stata la Cgil, preoccupata per il futuro dei lavoratori considerati in esubero dal piano di rilancio del teatro fiorentino e che sarebbero dovuti essere riassorbiti dalla società Ales, controllata dal MiBact. Una serrata che aveva trasformato lo spettacolo da opera a concerto, senza cambi di scenografia né costumi. Anche in quel caso il sindaco Dario Nardella parlò di autogol dei sindacati



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