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Attualità sabato 20 maggio 2017 ore 10:48

​Maggio, l’ex sovrintendente Bianchi spara a zero

L'ex sovrintendente del Maggio Musicale Francesco Bianchi

Ormai non più alla guida dell’ente lirico fiorentino, Francesco Bianchi accusa il sistema: “Nel 2012 la fondazione andava messa in liquidazione”



FIRENZE — Si è tolta una lunga serie di sassolini dalle scarpe Francesco Bianchi, ex sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, da maggio non più alla guida della fondazione lirica. Al suo posto, ora. c’è Cristiano Chiarot. "Quando arrivai alla fine del 2012, come commissario straordinario al Maggio musicale fiorentino - ha detto Bianchi nel corso di una conferenza a Firenze - dopo due mesi dissi che la fondazione andava messa in liquidazione. Lo dissi all''allora ministro dei beni culturali Massimo Bray e lui rispose che avrebbe firmato il decreto; poi però, la mattina dopo alle 8 mi scrisse che ci aveva ripensato".

"La liquidazione del Maggio sarebbe stato - ha poi aggiunto Bianchi - il primo passo per rifondare il sistema teatrale, perché almeno altre sette o otto fondazioni si sarebbero messe in coda per fare come noi, e chiudere definitivamente con il passato. Fu scelto di non farlo perché non si aveva idea di quale sarebbe stato il passo successivo dopo un atto del genere. Senza coraggio, la politica non risolverà mai il problema dei teatri: e a farlo non saranno certo i 400 milioni che ora servono per tappare i debiti dei teatri italiani". 

"La politica, al contrario, dovrebbe stare fuori dalla gestione operativa dalle fondazioni liriche, ma così non è: voi non avete idea delle pressioni, locali, non nazionali, che ho ricevuto quando annunciai la decisione, poi attuata, di chiudere maggio danza. Ho le lettere, i documenti, le email che lo provano - ha aggiunto Bianchi - quando ho deciso di chiudere il corpo di ballo del Maggio, questa ''eccellenza'', che era ''Maggio Danza'', si era ridotta a 12 tersicorei, di cui 6 non in grado di ballare; chi aveva l’ernia chi era sovrappeso, chi acciaccato. Per fare il 'Lago dei cigni', uno spettacolo normalissimo ci vogliono 60 ballerini; in pratica, ad ogni show avrei dovuto assumere gente da fuori. La coperta era troppo corta".

"Quando io l'ho preso in mano il Maggio era un ente tecnicamente fallito - ha quindi concluso l'ex sovrintendente - C'erano da compiere scelte straordinarie”.

Poi l'affondo nei confronti di Regione e Comune. Al Maggio "Comune di Firenze e Regione Toscana, lo ha detto il sovrintendente alla fondazioni liriche Gianluca Sole, devono dare 18 milioni subito e altri 10 i in due anni, ma Comune e regione questi soldi non ce li hanno - ha aggiunto Bianchi - Questo però non lo dicono, e sperano in un nuovo provvedimento generale che aumenti i patrimoni di tutte le fondazioni liriche. Quella, allo stato attuale è l'unica strada percorribile".

Bianchi non ha risparmiato nemmeno la gestione delle fondazioni liriche da parte del ministero dei Beni culturali. Per l'ex sovrintendente del Maggio, infatti, il ministro dei beni culturali "Franceschini non commissaria il teatro Carlo Felice di Genova, perchè ci sono le elezioni vicine". 



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