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Attualità martedì 27 gennaio 2015 ore 18:56

Una medaglia per i sopravvissuti all'inferno

Servizio di Tommaso Tafi

Tra i 28 reduci dai campi nazisti premiati dal Prefetto in Santa Croce c'era anche Renzo Montini, rinchiuso a 15 anni per 500 giorni a Mauthausen



FIRENZE — La tradizionale cerimonia della consegna delle medaglie d'onore della Presidenza della Repubblica ai parenti degli ex internati nei campi di concentramento nazisti si è svolta quest'anno nei sotterranei della Basilica di Santa Croce.

La dove è stato allestito il Memoriale della prima guerra mondiale ed è in corso la mostra 1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia". 

Ventotto i premiati dai rappresentanti di 13 comuni dell'area fiorentina: Luciano Acidini, Alberto Agresti, Elio Bartolozzi, Giorgio Biagiotti, Max Borsi, Agostino Catti, Alfredo Cioni, Siro Ciocchi, Giuseppe Collini, Armando Donatini, Nunzio Donatini, Mario Fani, Benito Giuntini, Guido Lucchesi, Giuseppe Merinari, Giorgio Mengoni, Giuseppe Morozzi, Mario Piccioli, Amedeo Pierantoni, Candido Radicchi, Aldo Rovai, Carlo Rosati, Sergio Rusich, Remo Scalini, Vincenzo Scarpa, Angiolo Terinazzi.

Per loro hanno ritirato il premio i parenti, così come per Donatello Artenzioli, tutt'ora in vita ma assente per malattia. Chi c'era è invece Renzo Montini, 87 anni, deportato all'età di 15 anni da San Frediano, il quartiere in cui faceva il trippaio e condotto, da prigioniero politico, fino a Mauthausen. Peggio ancora. Dopo pochi giorni fu spostato nel sottocampo di Ebensee e costretto ai lavori forzati. "Ogni mese morivano 435 persone - ha raccontato Montini - Chi non riusciva a lavorare veniva ammazzato. Ad una velocità tale che i forni crematori non riuscivano a stare al passo, tanto che i Tedeschi furono costretti a scavare enormi fosse in cui gettare i cadaveri". 

Fu solo grazie all'intervento di un comunista spagnolo che Montini riusci a farsi trasferire in cucina, a pelare rape e patate. "Quella fu la mia salvezza".

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