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giovedì 21 novembre 2019

Cultura domenica 26 maggio 2019 ore 15:01

L'attentato dei Georgofili rivive con gli studenti

I ragazzi del liceo scientifico da Vinci hanno riproposto una lettura teatrale e un video per ricordare la strage mafiosa nel 26mo anniversario



FIRENZE — Nella notte fra il 26 e il 27 maggio di ventisei anni fa un boato attraversò una tranquilla notte a Firenze, uccise Angela e Fabrizio - lei custode dell'Accademia dei Georgofili e lui ispettore dei vigili urbani – le loro figlie Nadia e Caterina di nove anni e due mesi e lo studente fuori sede Dario. Altre quarantuno persone rimasero ferite, la torre dei Pulci fu distrutta e un'ala della Galleria degli Uffizi devastata. Stiamo parlando dell'attentato mafioso dei Georgofili.

A Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, il ricordo della strage nel suo 26mo anniversario è iniziato stamattina alle undici. Protagonisti: gli studenti del liceo scientifico Leonardo da Vinci, che hanno proposto una lettura teatrale e un video, entrambi realizzati nell'ambito di un concorso, vinto, indetto dal Ministero per approfondire il tema del terrorismo e conservare la memoria delle vittime e delle stragi nei giovani.

Lo spettacolo è quello già andato in scena l'anno scorso, Sguardi di guerra in tempo di pace del drammaturgo fiorentino Eugenio Niccolini. Sul palco improvvisato della sala Pegaso Salomè Baldion, Leonardo degl'Innocenti, Joe Manganas ed Elena Pilo, regia di Duccio Baroni e Gabriele Giuffreda, tutti ragazzi e ragazze del laboratorio teatrale del liceo. Mezz'ora abbondante di dialoghi incalzanti, la ricostruzione di quella notte, quello che era successo prima con l'ordigno assemblato a Prato in un garage a Galciana, quello che succede in quei mesi agitati. Già da un anno, a Roma e nelle stanze delle istituzioni, il livornese Ciampi alla guida del governo e Scalfaro presidente della Repubblica, la parola che prova a spiegare l'abbraccio mortale della mafia che approfitta del senso di abbandono in cui vivono gli ultimi delle periferie e poi incursioni nel terrorismo fascista del Ventennio o in quello rosso degli anni Settanta, dell'Isis e di Al Quaeda oggi, nell'indifferenza con cui guardiamo a quanto accade in Siria in un mondo difficile dove niente è solo bianco e nero. 

Mezz'ora di teatro, tessendo la tela nel tempo e nello spazio, scuotendo le coscienze e creando consapevolezza. Che poi, ha sottolineato anche stamani l'associazione dei familiari delle vittime, rimane la sfida maggiore: quella di aiutare a passare il testimone della memoria.

Ed anche il video realizzato dagli studenti de Da Vinci è stata un'occasione per ricordare che "la violenza della mafia non ucciderà mai la giustizia". "Giustizia non ti legare al desiderio degli uomini. Georgofili – 27 maggio 1993: frammenti di memoria, possesso per l'eternità", è la rievocazione di quella notte con immagini e filmati d'epoca messi a disposizione dai vigili del fuoco, altre foto e interviste a chi c'era, a chi ha indagato e a chi ha soccorso. 

Otto minuti tutti da guardare, per non dimenticare appunto: la Torre dei Pulci scoperchiata e sventrata, i versi scritti molti anni dopo da Mario Luzi sulla devastazione di quella notte, i vetri che volarono lontano sull'asfalto, piazza Signoria e le vie attorno tutte al buio, i vigili del fuoco che, accorsi, pensarono all'inizio ad una fuga di gas ma a cui molti particolari non tornavano. Il video è stato realizzato da LeoMagazine, il giornale on line del liceo, e vi hanno lavorato il professore (e direttore) Domenico del Nero, Valentino Masetti, Claudio Piazzai, Niccolò Nigi, Michelangelo Rogai, Pietro Mini e Lorenzo Ciabattini.

La commemorazione della strage dei Georgofili è proseguita nel pomeriggio con un convegno. Poi, nella notte, il corteo e la cerimonia fino all'olivo posto a memoria delle vittime lì dove l'autobomba esplose.

La 'casa della memoria' affacciata sul Duomo
Una curiosità. Nello stesso Palazzo Strozzi Sacrati sede della Regione dove stamani e nel pomeriggio si ricorderà l'attentato ai Georgofili, all'ultimo piano, affacciato su piazza Duomo, c'è un archivio sui misteri e i poteri occulti, le stragi, l'eversione ed anche la mafia e la criminalità organizzata in Italia. E' il "Centro di documentazione e legalità democratica", una vera ‘casa della memoria'. Uno spazio frequentato da studiosi ma anche dalle scuole. Così come i ragazzi delle scuole hanno partecipato da parecchi anni ai campi estivi, sostenuti anche dalla Regione, in Sicilia e in Calabria sui terreni strappati alla criminalità. Tutte attività per contribuire a formare coscienze attive, perché la mafia non è qualcosa di lontano, co me ripete anche l'assessore alla presidenza, e le mafie investono anche in Toscana. Lo hanno fatto ad esempio nella tenuta di Suvignano nel senese, il bene simbolo tra quelli confiscati alla criminalità organizzata in Toscana e che da pochi mesi è stato affidato alla Regione, che vi realizzerà anche iniziative di educazione. Un filo rosso che va indietro nel tempo, che inizia nel 1999 con l'approvazione della legge regionale per la promozione tra gli studenti e nella società civile dell'educazione alla legalità e lo sviluppo di una coscienza democratica e che passa dal coinvolgimento, nel 2017, della Scuola Normale di Pisa nella stesura di un rapporto sulle mafie e la corruzione (in Toscana) già giunto alla seconda edizione.



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