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mercoledì 11 dicembre 2019

Attualità sabato 01 giugno 2019 ore 13:01

Influencer e Youtuber, come pagare le tasse

Il caso dello youtuber indagato per evasione ha innescato la ricerca di informazioni su come mettersi in regola con il fisco



FIRENZE — Il caso del giovane youtuber di Fiesole, indagato dalla Guardia di Finanza di Firenze per evasione fiscale, ha destato molta curiosità sui social. Se da una parte gli inquirenti hanno verificato il mancato versamento dell'imposta sul valore aggiunto, dall'altra il diretto interessato ha replicato con un ennesimo video sostenendo di aver pagato le tasse ma "in maniera differente" da quanto interpretato dalle fiamme gialle.

L'oggetto del contendere è l'inquadramento dei redditi. Qui News Firenze ne parla con Leonardo Focardi, presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Firenze.

Cosa può insegnarci il caso dello youtuber che ha subito una verifica fiscale? "Si tratta di un'attività nuova che fino a qualche anno fa non era contemplata dall'ordinamento - spiega Focardi - ma che come sempre accade, finisce per ricadere all'interno di una fattispecie esistente. Lo youtuber ha incluso le proprie entrate tra i "redditi diversi" sui quali ha probabilmente inteso pagare le imposte dirette, ma non ha pagato l'Iva. Per poter pagare l'Iva occorre aprire una posizione, cosa che è stata fatta contestualmente all'attività di verifica".

La Guardia di Finanza ha accertato un ammanco di 400mila euro di imposta, basta la quantità a determinare fiscalmente la prestazione? "Si tratta di una cifra notevole, ma non cadiamo nell'errore di considerare l'entità economica un requisito caratterizzante. La differenza non la fa tanto l'entità della prestazione, quanto l'occasionalità o meno della stessa. Potrei fare due esempi in merito: il bagnino e il mediatore immobiliare. Un bagnino che lavora 6 mesi l'anno, tutti gli anni, svolge un'attività continuativa. Un mediatore può vendere un immobile e percepire in una volta sola 500 mila euro come attività occasionale oppure può fare più compravendite e, nel caso, basterebbe superare i 5000 euro di provvigione per concretizzare un'attività continuativa".

Le aziende che intendono avvalersi degli influencer sono tenute ad informarsi? "Partiamo dal presupposto che gli influencer sono spesso contattati dai grandi brand e non si procacciano le commissioni per svolgere la loro attività di sponsorizzazione, quindi i marchi dovrebbero avere delle responsabilità quando effettuano il pagamento ed ottengono le ricevute".

Intende dire che sul lato delle aziende potrebbero esserci sorprese? "Il caso dello youtuber fiorentino è il primo in Italia, per questo c'è da aspettarsi nei prossimi mesi una maggiore attenzione da parte di chi ingaggia questi professionisti della comunicazione social. Anche per l'azienda, se il rapporto diventa continuativo, occorrono dei precisi accorgimenti fiscali: parlo ad esempio della deducibilità delle sponsorizzazioni. Molto probabilmente anche le aziende che si avvalgono degli influencer riceveranno verifiche in merito ai propri bilanci". 

Sono state usate molte parole chiave per definire la vicenda, ma è mancato il termine "commercialista". Colpa della disintermediazione? "La consulenza di un professionista può tornare utile quando si affrontano tematiche totalmente nuove. L'Ordine di Firenze è a disposizione con i propri iscritti per spiegare sia agli influencer che alle aziende che si servono della loro attività, come inquadrare fiscalmente questo tipo di prestazioni e di sponsorizzazione attraverso il web, per poter presentare dichiarazioni e bilanci in regola con le norme di legge".



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