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Attualità giovedì 28 luglio 2016 ore 11:08

Verifiche psicologiche per il personale sanitario

foto Ipasvi

A proporli è il collegio Ipasvi del capoluogo dopo i numerosi casi di maltrattamenti in case di cura, ospedali e convitti registrati in Toscana



FIRENZE — Avviare dei percorsi ad hoc in grado di stabilire e verificare l’idoneità psicologica e la capacità di affrontare lo stress dei professionisti del settore sanitario: a lanciare la proposta è Danilo Massai, presidente del Collegio Ipasvi di Firenze, ente nato per tutelare i cittadini e rappresentare infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia. La sua richiesta arrivadopo i tanti casi di presunti maltrattamenti avvenuti in strutture di accoglienza, case di riposo e ospedali.

"Lanciamo un richiamo e un appello alle strutture formative, alla Regione e alle aziende perché siano nuovi percorsi di monitoraggio e verifica - spiega Massai -  Attualmente abbiamo armi spuntate: oggi si diventa infermieri attraverso un percorso formativo che, giustamente, non può escludere alcun soggetto. Ma quando si passa dallo studio teorico al tirocinio pratico, dovrebbe scattare una verifica, per capire le capacità di ogni professionista d’interagire con gli altri, per coglierne problemi e criticità". 

"Oggi questo non è possibile, né avviene qualcosa del genere al momento dell’assunzione in una struttura - prosegue Massai - Nessuno misura le capacità psichiche dell’infermiere che, in tutto il suo percorso professionale, viene considerato più come risorsa economica all’interno di un sistema assistenziale che come capitale umano in una rete fatta anche di delicate relazioni e interazioni. Ci si dimentica spesso che siamo davanti a un lavoro faticoso, usurante, che mette a dura prova la capacità di reggere a stress fisici ed emotivi. In altri Paesi ogni struttura ha un suo psicologo che si interfaccia automaticamente con i singoli infermieri, individuando il disagio e spesso prevenendolo. In Italia, non solo non si valutano i professionisti all’inizio del loro percorso lavorativo, ma si lasciano anche da soli successivamente. Chi può accorgersi se una situazione degenera? Chi verifica se una persona perde la lucidità per stress professionali o motivi personali? Come Collegio siamo pronti a lavorare insieme alle strutture e alle istituzioni per aprire un percorso nuovo che aiuti a trovare insieme una soluzione".

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