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Attualità domenica 14 febbraio 2021 ore 20:05

Torna l'uomo di Clet, social impazziti in 24 ore

Sono bastate 24 ore per fare rimbalzare l'Uomo comune di Clet dalla spalletta del ponte sull'Arno fiorentino alle bacheche social di mezzo mondo



FIRENZE — L'Uomo di Clet è tornato a sporgersi verso il Ponte Vecchio e le foto hanno fatto in 24 ore il giro del mondo. "Tra mille statue di condottieri, politici e signori, un po' spavaldo, un po' incosciente, ma nuovamente libero, è tornato l'Uomo Comune" ha annunciato l'altrettanto spavaldo e incosciente, oltre che geniale, Clet. 

Certo la scelta dell'installazione è emblematica ed è suggestivo il passo verso l'ignoto ma la scenografia che lo accoglie ha un suo peso rilevante. Avrebbe la stessa forza altrove? Questa è una delle domande suscitate dall'irriverente artista noto per la reinterpretazione della segnaletica stradale e per i suoi omini stilizzati. 

Sul Ponte alle Grazie di Firenze è tornata l'opera l'Uomo Comune dell'artista francese Clet Abraham ed in tanti lo hanno fotografato facendo soprattutto la felicità dei turisti lontani dal capoluogo toscano. I commenti che si leggono e le immagini pubblicate sul profilo del famoso street artist sono solo una piccola parte del volume di reazioni provocato sui social media in appena 24 ore. 

Ma sono anche altri i quesiti che hanno scatenato i social, ad esempio sull'aspetto ribelle dell'installazione: chiedere l'autorizzazione ne svilirebbe il significato? 

Immancabile tra cuori e applausi la polemica sull'installazione, già rimossa dal Comune di Firenze in passato, con buona pace di chi continua a chiederne una per la propria città da Roma a Londra a Parigi. 

"Gran parte del lavoro - ha risposto Clet - ruota intorno al conflitto fra libertà individuale e necessità di organizzazione collettiva e quindi alla discussione se giusto e sbagliato siano legati a legale e illegale. A nostro avviso no, è anzi molto importante non cascare nella trappola che chi fa le leggi è anche giudice del valore morale delle persone! Detto ciò l'Uomo Comune è un monumento alla persona qualunque che si barcamena quotidianamente fra queste mille difficoltà, una figura libera che fa un passo verso l'ignoto, e chiedere l'autorizzazione per questo sarebbe davvero sminuirne il significato, senza considerare che l'unica ragione per cui forse ad oggi il comune concederebbe un'autorizzazione deriva dalla fama che il lavoro di Clet ha acquisito negli anni; insomma uno sputo sul valore intrinseco di un'azione e un riconoscimento al successo sopra tutto, esattamente il contrario dell'Uomo Comune". 


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