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domenica 15 dicembre 2019

Attualità mercoledì 03 luglio 2019 ore 18:35

Tav e Stazione Foster, No Tunnel scrivono a Ponti

Gli antagonisti fiorentini cercano di convincere Marco Ponti della inutilità dell'opera e lo invitano a ricredersi sulle valutazioni esternate



FIRENZE — Il professor Ponti approva la prosecuzione dell'opera del nodo fiorentino? No Tav di Firenze sono stati colti di sorpresa da uno dei loro punti di riferimento sentendosi forse abbandonati, così hanno inviato una lettera aperta al professore di Economia, Marco Ponti, per rimarcare ancora una volta gli aspetti che ritengono essere le "criticità del passante fiorentino". Marco Ponti è stato nominato dal Ministero dei Trasporti coordinatore del gruppo di esperti che ha redatto il rapporto costi-benefici sulla Tav Torino-Lione e nelle ultime ore è intervenuto anche sulla grande opera toscana che prevede il sottoatraversamento di Firenze.

"Le scriviamo - recita la lettera - per capire meglio un passo di un articolo apparso sul Fatto Quotidiano del 28 giugno in cui si parla della notizia che il governo non terrebbe in alcun conto ogni valutazione economica delle infrastrutture italiane inducendola ad abbandonare l'incarico; su questa decisione le siamo vicini. Sul caso Firenze si dice testualmente: “A giorni, per dire, sarà consegnata l’analisi costi benefici del tunnel dell’alta velocità di Firenze, i cui lavori sono fermi dal 2013 dopo lo scoppio delle inchieste per corruzione negli appalti. Per i 5 Stelle è da sempre simbolo di grandi sprechi, invece l’analisi di Ponti e compagnia sostanzialmente la promuove, anche perché, degli 1,6 miliardi previsti, ne sono stati spesi già la metà”.

"Abbiamo riletto più volte il breve passo - sottolineano i No Tunnel fiorentini - e ci siamo detti di chiederle direttamente se quanto riportato dal giornalista sia corretto. A noi, guardando i pochi documenti accessibili e pubblici, risulterebbe che i lavori del sottoattraversamento TAV non sono affatto a metà; sono stati spesi circa 800 milioni di euro dell’1,6 miliardi previsti, ma a fronte di una percentuale minima di opere del sottoattraversamento vero e proprio".

A questo punto i No Tav di Firenze spiegano i conti del caso al professore di Economia: "Le vorremmo ricordare che l’appalto risulterebbe, secondo il contratto stipulato, di 808 milioni, 90 dei quali sarebbero stati destinati alla realizzazione dello “scavalco”, una infrastruttura ferroviaria già in esercizio; il valore del complesso tunnel+stazione sarebbe dunque di circa 720 milioni. Il valore di quanto realizzato del sottoattraversamento vero e proprio risulta invece di circa 200 milioni, il tutto concentrato nella Stazione Foster e nel pozzo di lancio della fresa. Il motivo per cui sono stati spesi 800 milioni dalle FS è che sono state realizzate opere accessorie che non sono parte del sottoattraversamento; si è messo in sicurezza il torrente Mugnone per evitarne esondazioni, si è realizzato un ponte sullo stesso torrente di una tranvia, si sono realizzate le sottostazioni elettriche delle tranvie. Opere che hanno una giustificazione in sé e non riguardano i lavori del Passante". "Sul progetto TAV fiorentino gravano ancora troppe incertezze - aggiungono i No Tav nella lettera - che potrebbero diventare anche problemi economici: per esempio le difficoltà di smaltimento delle terre di scavo, il fatto che scavi di gallerie in ambiente urbani provocano danni agli edifici e questi potrebbero non essere adeguatamente coperti dalle assicurazioni esistenti, il fatto che si userebbe una sola fresa invece di due parallele nello scavo della gallerie provocherebbe cedimenti superficiali superiori del 50%. Questi e altri problemi sono forieri di probabili aumenti dei costi".

Infine il Comitato di Firenze gioca l'asso e ripropone i cavalli di battaglia "Un potenziamento delle linee di superficie avrebbe costi molto più contenuti, tempi di realizzazione più rapidi, maggior efficienza del sistema; come forse lei sa le FS hanno detto che la futura Stazione Foster non sarebbe la stazione dei treni AV che continuerebbero a fermare a Santa Maria Novella, ma che quell’enorme infrastruttura sotterranea diventerebbe una stazione di bus in superficie. Ci pare che sia follia perseverare nella costruzione di una enorme infrastruttura ferroviaria per farne una fermata di bus. Insomma, non le pare che se si abbandonasse velocemente questo progetto e si destinassero soldi a progetti meno invasivi e più utili sarebbe molto, ma molto meglio?" questa la domanda che chiude la lettera e che appare come l'estremo invito a rivedere l'intera valutazione economica sul caso e sposare la tesi del Comitato cittadino. Riuscirà l'operazione di convincimento?



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