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Imprese & Professioni giovedì 16 giugno 2016 ore 11:04

Slot bandite dai bar come forma di prevenzione

Parte dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta una proposta rivoluzionaria per il contrasto al gioco d’azzardo



FIRENZE — Una riduzione drastica delle slot nei bar e nei tabacchi. Abbiamo già ridotto le macchinette del 30%, il 70% rimanente deve vedere una drastica riduzione. Io arriverei all’azzeramento delle macchinette nei bar e nei tabacchi concentrandole nei cosiddetti 'mini casinò', sale molto controllate dove siamo certi che il minore non può entrare. È stato giusto sottrarre i giochi all'illegalità, ma adesso bisogna cambiare le regole e ridurre l'offerta: basta macchinette nei bar, puntiamo sui mini-casinò”.

Queste le parole di Pierpaolo Baretta a margine del Repldee di Roma, ove il sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi ha illustrato il suo piano d'azione sul territorio e le slot. La Legge di Stabilità 2016 approvata da Beretta & Co. ha già sortito i primi effetti, in quanto sono scese del 6,3% le sale e i locali in cui sono installati new slot e vlt, con cali da record in Lombardia, Veneto, Trentino, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia

La proposta di Baretta sta riscuotendo diversi consensi in ambito politico. I sostenitori della sua opinione vedono nel provvedimento un efficace strumento di contrasto al gioco patologico.

Federico Gelli, responsabile Sanità del Partito democratico, considera che la proposta rappresenta la direzione giusta da seguire e si dichiara favorevole in quanto “chi gioca in una sala specializzata ha una maggiore consapevolezza del luogo dove entra e di cosa troverà. Allo stesso tempo non ci sarebbe un’offerta cosi diffusa e capillare come invece accade oggi”.

L’idea viene considerata positivamente anche in termini di prevenzione. “Eventuali potenziali rischi sono più facilmente identificabili in questo modo. Fare una corretta informazione e prevenzione in un bar o in un altro esercizio diventa invece complicato”, ha proseguito Gelli. L’esponente del PD ha inoltre annunciato che si incontrerà con Baretta per parlare della possibilità di legare l’autorizzazione delle sale a un percorso di prevenzione. “Coloro che vogliono fare business in questo settore devono sapere che una parte del loro impegno sarà dedicato a una corretta informazione, anche in collaborazione con le aziende sanitarie locali. In Italia ci sono tante buone pratiche in uso. Così si potrebbero limitare i danni del gioco d’azzardo prima che diventi gioco patologico”, conclude Gelli.

Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori (Unc) e autore del libro “Gioco d’azzardo. Difendersi si può”, sostiene che si tratta di un provvedimento necessario, perché altre forme di prevenzione non sono possibili. “Sia i vincoli delle distanze dai luoghi sensibili, dalle scuole piuttosto che dai centri anziani non hanno raggiunto lo scopo. Non dissuadono dalla frequentazione dei luoghi di gioco e non hanno avuto la funzione di deterrente. Il divieto assoluto - sottolinea ai microfoni del Velino - sarebbe una misura draconiana e poco praticabile ma il gioco patologico rappresenta un’emergenza”, che andrebbe fronteggiata anche con “il divieto assoluto di pubblicità”.

Mario Sberna, deputato di Democrazia solidale-Centro democratico ha con favore le dichiarazioni del sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta, ricordando che da anni sul territorio nazionale le associazioni no-slot hanno dato vita a flash mob per chiedere al Governo di togliere le macchinette dai bar e dai tabacchi. “Se davvero si vuole è una cosa che si può fare rapidamente e in questo modo avremmo già risolto una bella quota del problema", ha dichiarato Sberna. Per il deputato infatti “se tanta gente gioca a partire da anziani e minori è perché le slot sotto dovunque, sotto casa, ovunque vai. Togliendole da questi esercizi si risolverebbe anche la problematica delle distanze da scuole e dai luoghi sensibili. Mi auguro solo che sia fatto in tempi rapidi".

Ma è davvero una soluzione?

Secondo la deputata di Sinistra italiana Marisa Nicchi, membro della commissione Affari sociali di Montecitorio, l’intervento rappresenta "un passo in avanti, ma non è risolutivo del problema". “Noi siamo contrari al proibizionismo che non è la soluzione e non porta da nessuna parte, ma chiediamo che ci sia una regolamentazione del gioco". Nelle settimane scorse la deputata aveva presentato un'interrogazione parlamentare in cui si sollecitava il governo a prendere le necessarie iniziative per limitare la diffusione degli apparecchi da gioco e garantire una reale riduzione del loro numero. "Abbiamo sostenuto le campagne per incentivare gli esercizi commerciali alla dismissione delle slot. Siamo davanti a un problema serio. Ben venga questa proposta se limita la pervasività dell'azzardo nella vita quotidiana ma non risolverà i problemi. Auspichiamo che al più presto ci sia una forma di regolamentazione migliore".


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